Anche il maggio più lungo non entra in giugno: significati di un proverbio

I proverbi popolari hanno un fascino senza tempo: rappresentano una saggezza che nasce in un mondo che non esiste più, ma mantengono senso anche nella nostra epoca. Un proverbio che reputo molto bello è “anche il maggio più lungo non entra in giugno”. Scopriamo i suoi possibili significati!

Anche il maggio più lungo non entra in giugno. Quante volte l’avete sentito dire? Forse poche, forse tante. Si tratta di un proverbio molto vecchio, che si sta un po’ perdendo nella modernità, ma c’è chi non demorde e continua a usarlo sovente. È un proverbio che trovo affascinante, benché non sia riuscita a scoprirne l’origine; ma, comunque, sono riuscita ad attribuirgli diversi significati. Saranno giusti o errati? Non lo sapremo forse mai, ma il bello dei proverbi è che non hanno mai un significato fisso e dogmatico, ma si adattano ai tempi e al luogo.

I possibili significati

Quando l’ho sentito pronunciare per la prima volta, ho carpito subito il senso che aveva nel contesto in cui mi trovavo: prima o poi anche questo mese finirà e arriverà l’estate. Credo che sia proprio questo il primo significato, o almeno il più letterale, di “anche il maggio più lungo non entra in giugno”: l’estate è alle porte, spesso maggio è un mese che ci dona giornate molto calde, ma anche altre fredde come primavera comanda. Quindi, anche se questo mese un po’ capriccioso sembra non finire mai, non ci sono dubbi: i trentuno giorni di cui è composto maggio arriveranno alla fine, per far posto all’estate di giugno.

Da questa interpretazione ne deriva un’altra: tutto, prima o poi, ha una fine. Anche quei periodi che sembrano non concludersi mai, prima o poi arriveranno alla loro naturale conclusione. Ciò vale sia per quelli belli sia per quelli brutti: la saggezza popolare ci sta dicendo che non possiamo aspettarci che le cose restino immutate, ma il ciclo della vita deve proseguire.

Un’altra interpretazione che ho dato, e di cui non sono per nulla certa, ha a che fare con l’agricoltura. A giugno si inizia a mietere il grano, a raccogliere della frutta: quindi “anche il maggio più lungo non entra in giugno” potrebbe essere un monito per i più pelandroni, per ricordare loro che prima o poi il lavoro pesante nei campi arriva. Oppure potrebbe voler dire di non avere fretta: i frutti del proprio lavoro verranno raccolti, ma a tempo debito. Però, ribadisco, non sono per nulla sicura di questa interpretazione “bucolica”.

Maggio: il mese dei proverbi

Maggio è sempre stato un mese speciale nel calendario: per gli antichi romani era quello dedicato alla dea Maia, la divinità dell’abbondanza e della fertilità, riconducibile alla Grande Madre Terra; per i cristiani, riprendendo un po’ la tradizione romana (e non sarebbe la prima volta, clicca qui), è il mese della Madonna; infine, è la festa della mamma, sicuramente una derivazione laica delle due precedeneti. I fiori, la natura, la fertilità in generale sono protagonisti: in epoca romana era il mese del biancospino, oggi delle rose. È chiaramente un mese di speranza e rinascita, in attesa della gioia estiva. Ma non solo: maggio è il mese dei libri, durante cui si celebra la parola scritta.

«Maggio risveglia i nidi,
maggio risveglia i cuori;
porta le ortiche e i fiori,
i serpi e l’usignol.»

(Giosuè Carducci, Rime nuove, Maggiolata, vv. 1-4)

Anche per questo motivo maggio è il protagonista di molti proverbi della tradizione popolare, oltre a quello di cui abbiamo parlato prima. Vediamone alcuni!

  • Maggio ortolano, molta paglia e poco grano.
  • Di maggio vai adagio.
  • Chi pota di maggio e zappa d’agosto, non raccoglie né pane né mosto.
  • Se maggio è rugginoso, l’uomo è uggioso.
  • Se maggio va fresco va ben la fava e anco il formento.
  • D’aprile piove per gli uomini e di maggio per le bestie.
  • Acqua di maggio è come la parola di un saggio.
  • Maggio piovoso, anno ubertoso.
  • Aprile fa il fiore e maggio si ha il colore.
  • Val più un’acqua tra aprile e maggio, che i buoi con il carro.
  • Maggio ventoso, anno bondanzioso.
  • Maggio asciutto e soleggiato, molto grano a buon mercato.
  • Se piove i primi di maggio, noci e fichi faranno buon viaggio.
  • Fino all’Ascensione non lasciare il tuo giubbone.
  • Marzo tinge, april dipinge, maggio fa le belle donne, e giugno fa le brutte carogne.
  • La febbre di maggio dà salute per tutto l’anno.

Quanto fascino nella saggezza popolare!

Rossana Pasian

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