Il mio ritorno al Salone
L’edizione 2021 del Salone Internazionale del Libro di Torino si è tenuta dal 14 al 18 ottobre, in un periodo diverso dal solito a causa della pandemia. Ritornare tra gli stand dopo circa due anni e mezzo di attesa è stato incredibile: vi racconto il mio ritorno al Salone.

Il 18 ottobre si è chiusa ufficialmente la XXXIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino; forse la più difficile, certamente quella con più incognite essendo “post” pandemia.
Per me è stata l’edizione della felicità: come già nel 2017, quando sembrava che il Salone di Torino sarebbe morto, anche nel 2021 ha avuto la forza di rialzarsi più forte di prima e creare emozioni forti.
Nonostanza al Salone
Sono riuscita ad andare al Salone nelle giornate di sabato, domenica e lunedì (ma la kermesse, come sempre, è iniziata giovedì). Il primo giorno, il sabato, è stato di totale esplorazione dalla mattina fino a pomeriggio tardi: ho rivisto persone che non incontravo dal vivo da molto tempo, avevo voglia di vagare sognante per gli stand e vedere chi era presente, e ho iniziato a adocchiare novità e libri da comprare.
La domenica, invece, me la sono presa più comoda e sono arrivata nel primo pomeriggio (ma sono restata al Salone fino alla chiusura). Ho di nuovo girovagato per gli stand, ma mi sono anche fermata a un paio di incontri: “Dai rave all’illuminismo psichededelico” e “Letteratura like?”. Mi sono anche concessa uno spritz intorno alle 18, continuando sempre a passeggiare tra le case editrici (quante cose si possono fare al Salone, anche l’aperitivo!).
Lunedì, infine, è stato breve ma intenso: circa tre ore dedicate esclusivamente agli acquisti dei libri che più avevano colpito la mia curiosità nei due giorni precedenti.
Ciò che ho piacevolmente notato è stata la grande quantità di gente, soprattutto giovani e giovanissimi, nonostante il periodo non proprio roseo.
Io, nata nel 1990, quando ancora era organizzato a Torino Esposizioni, una location più piccola rispetto al Lingotto, e frequento in modo attivo il Salone dal 1994. Ho visto crescere la manifestazione, ho temuto per la sua sopravvivenza nel 2017 e nel biennio 2020-2021. L’affetto e la grande partecipazione, quindi, mi hanno rassicurata e riempita di gioia. Ecco perché per me è l’edizione della felicità.

I numeri del Salone
Il bilancio del Salone 2021 è, effettivamente, strabiliante: sono stati circa 150.000 i visitatori, più che nell’edizione 2019, quando ancora eravamo nella “normalità”.
Secondo le stime dell‘Osservatorio Alberghiero della Camera di Commercio di Torino, nel fine settimane del Salone l’occupazione alberghiera si è attestata all’84%, con un picco pari all’85,8% nella notte tra sabato e domenica, un incremento del 18,5% rispetto alla settimana precedente.
Le shopper in tessuto con il manifesto di questa edizione, curato da Elisa Seitzinger, sono andate sold out durante la giornata di sabato, nonostante ne sia stato realizzato il doppio rispetto all’edizione 2019 della manifestazione.
Anche sui social non si scherza: per esempio, la community di Instagram è cresciuta di oltre il 15%, superando il tetto dei 100.000 follower.
Vita Supernova è stata all’altezza del suo nome: stellare ed esplosiva. Per cinque giorni la città di Torino e i padiglioni di Lingotto Fiere sono tornati a ospitare quella grande festa del libro che ha reso il Salone di Torino il più grande evento editoriale italiano, ma non solo. La risposta di pubblico è stata straordinaria, nei numeri e nella mobilitazione, superando le aspettative e le migliori speranze dell’organizzazione che ha deciso di scommettere su questa edizione della ripartenza – insieme agli editori – anche in un clima di incertezza. La supernova, del resto, è una stella che esplode: la sua energia può distruggere o generare nuova vita, la sua luce può accecare o illuminare. Anche il Salone, nel mondo dopo il covid-19, si è dovuto confrontare con un’esplosione senza precedenti e ha deciso di guardare al futuro con speranza, con fiducia, con le idee di cui è da sempre un laboratorio: per questo ha scelto di pensare in grande, di guardare oltre i confini e oltre i limiti della contingenza, immaginando una programmazione internazionale, allargando gli spazi, puntando su una Vita davvero Supernova.
– dalla “Nota stampa conclusiva della XXXIII edizione”
Non ci resta che attendere l’edizione 2022, che tornerà nel tradizionale mese di maggio, per vedere se questa esplosione sarà ancora forte il prossimo anno.
Rossana Pasian
Se vuoi saperne di più…
- Sito ufficiale del Salone Internazionale del Libro di Torino: www.salonelibro.it
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