Atteone, Diana e il mondo moderno

Se siete stati alla Reggia di Caserta, certamente avete visto la splendida fontana di Atteone e Diana; ma ne conoscete il mito? Diana trasforma Atteone, cacciatore allevato dai centauri, in cervo dopo che lui l’ha vista nuda; Atteone trasformato viene ucciso dai suoi stessi cani da caccia. Questo mito viene ripreso da T.S. Eliot in The Waste Land, ma perde tutta la sua eroicità e tragedia, per diventare un racconto del degrado moderno.

Fontana di Atteone e diana alla Reggia di Caserta.

Il verso “the sound of horns and motors, which shall bring/Sweeney to Mrs Porter in spring” in The Waste Land di T.S. Eliot, sezione The Fire Sermon, è una ripresa, come lo stesso poeta ci dice nelle sue note, di un’opera di John Day, Parliament of Bees, in cui leggiamo “when of the sudden, listening, you shall hear,/a noise of horns and hunting, which shall bring/Acteon and Diana in the spring/ where all shall see her naked skin [corsivo di chi scrive]”. Eliot, riprendendo Day, riporta al letto anche il mito classico della vicenda di Atteone e Diana.

Secondo il mito, la cui versione più celebre ci è stata tramandata dalle Metamorfosi di Ovidio, Atteone era un cacciatore allevato dai centauri, il quale vedendo durante una battuta di caccia Diana (o Artemide secondo la nomenclatura greca) nuda mentre si faceva un bagno ne provocò l’ira; infatti la dea trasformò Atteone in un cervo, animale sacro a Diana, il quale venne subito dopo sbranato dai suoi cani che nel cervo non avevano riconosciuto il padrone.

Nel poemetto “il suono di trombe e motori […] si sovrappone al suono dei corni di Atteone” e “annuncia l’appuntamento dello scimmiesco Sweeney con Mrs Porter in primavera[1].

Sweeney è “a hearty and vulgar person who seems to act as foil and counterpart to the intellectual and academic author[2], e compare in due poesie di Eliot del 1920, Sweeney Erect e Sweeney among the nightingales; in esse, questo personaggio “has played Theseus to the epicleptic’s Ariadne and, more ludicrously, Polyphemus to her Nausicaa” e ha “like Agamemnon, suffered foully through too implicit faith in a woman”[3].

All’interno di The Waste Land, Sweeney ritorna, non solo come moderno Atteone che si approccia alla sua Diana, Mrs Porter, senza esserne però respinto, ma anche come il ciclope di Sweeney Erect, trasformandosi nel mercante da un occhio solo Mr Eugenides, che, come avevamo già notato, è un contemporaneo mercante fenicio che aveva il compito di diffondere i riti misterici; nel mondo moderno, Mr Eugenides e Sweeney sono gli unici personaggi adatti a quel ruolo: i riti di fertilità non hanno più significato, e il sesso che i due personaggi promuovono è sterile, che come solo obiettivo quello di appagare desideri fisici oppure è omosessuale.

Vivere senza rinunciare alla lussuria

Mrs Porter è una prostituta, come le ninfe che avevano aperto questa sezione del poemetto, protagonista di una ballata oscena australiana. Questa prostituta, oltre a essere un alter-ego grottesco della hyacint girl della prima sezione secondo Smith, è l’evoluzione contemporanea della dea Diana: infatti, troviamo Mrs Porter sotto la luna, che era uno dei simboli di questa divinità, mentre si sta facendo un bagno, la stessa situazione cioè di quando incontriamo la dea del mito di Atteone.

Nella ballata australiana, il bagno è un lavaggio intimo, “she washes out her – in soda water/and so she oughta,/to keep it clean”, mentre in Eliot diventa un bagno meno volgare, infatti il poeta lo sostituisce con un lavaggio dei piedi, che fa pensare immediatamente alla lavanda dei piedi che si incontra nei vangeli, quando viene compiuta da Gesù durante l’ultima cena come dimostrazione della sua umiltà. Questo rituale è presente nel Parsifal di Wagner, a cui si rifà l’omonima opera di Verlaine, “dove il cavaliere puro supera la tentazione della lussuria eterosessuale e omosessuale, risana il Re, adora la coppa e infine ode le voci dei fanciulli che cantano nella cupola”[4].

Nella Waste Land, il lavaggio dei piedi non porta a purificazione, poiché i “cavalieri”, come Sweeney e Mr Eugenides, non superano la tentazione della lussuria, anzi gli abitanti della Terra Desolata ne fanno una loro ossessione che diventa atto meccanico e quasi innaturale, e i bambini che cantano non portano con sé un’immagine di purezza e redenzione, ma riconducono a quella dello stupro di Filomela, altro esempio di sesso infruttuoso e violento.

Sia Sweeney che Mr Porter vivono nella volgarità e non intendono uscirne: non hanno più nulla dell’eroico e del tragico che invece possedevano Atteone e Diana nel racconto di Ovidio. Eliot ci mostra attraverso questi due personaggi che “in the spring the cycle of life, or rather death-in-life, will rivive”[5]: la volgarità animalesca sembra essere l’nica che può dare una speranza di rinascita, poiché “il mito è eliso: nella scena contemporanea, la tragedia è impossibile; restano solo la farsa e la grottesca desolazione”[6].

Testo tratto dalla tesi di laurea triennale di Rossana Pasian “Dialoghi mitici tra T.S. Eliot e Cesare Pavese”, anno accademico 2012/2013, Università degli Studi di Torino.

[1] Serpieri,  T.S. Eliot: le strutture profonde, Bologna, ed. Il Mulino, 1973, p. 222.

[2] Genevieve Foster, The Archetypal Imagery of T.S. Eliot, in Cuddy & Hirsch, Critical Essays on T.S Eliot’s The Waste Land, Boston, ed. G.K. Hall & co., 1991, p. 117.

[3] Smith, Memory and Desire: The Waste Land, inCuddy & Hirsch, id., pp. 131-132.

[4] Serpieri in Eliot, Milano, ed. BUR, 1922 (reprinted 2007), p. 120.

[5] Smith, id., p. 131.

[6] Serpieri in Eliot, id., p 119.