“Ama il prossimo tuo”: un comandamento medico e non solo

Romagna, omicidi, misteri, etica: sono questi gli ingredienti della serie su Primo Casadei, partorito dalla mente di Carlo Flamigni, meglio conosciuto come il padre della fecondazione assistita in Italia, ma anche romanziere di discreto successo. Vi racconto Ama il prossimo tuo, pubblicato nel 2016 da Ananke Lab.

Primo Casadei, detto Terzo, è il protagonista di otto romanzi gialli nati dalla mente e dalla penna di Carlo Flamigni, compianto medico e accademico che ha dedicato la sua vita alla ricerca ginecologica e alla fecondazione assistita. Accanto alla sua professione di ginecologo, ha affiancato quella di romanziere, vincendo anche il premio letterario Serantini nel 2011. Di questa produzione, fanno parte i romanzi su Primo, tutti ambientati in Romagna, la terra di origine dello scrittore, che ha un forte peso nella narrazione.

Primo non è solo: c’è tutta la sua famiglia, romagnola DOC e d’adozione, che lo aiutano a risolvere i misteri e gli intrighi che gli si pongono di fronte. Primo ha un passato non proprio pulito, ma diventerà poi un divulgatore culturale e sarà attivo nella politica della sua città. Sua moglie è Maria, di origine cinese, con cui ha due gemelle, Beatrice e Berenice. Poi c’è Proverbio, anziano suo amico, che parla più romagnolo che italiano e spesso utilizzando, appunto, dei proverbi. Nella sua famiglia c’è anche Pavolone, un uomo con un lieve ritardo mentale, ma molto forte fisicamente, un gigante buono che aiuta Primo quando si trova in “difficoltà”; sua moglie è la sudamericana Maite, da cui ha un figlio. Poi ogni romanzo ha i suoi co-protagonisti, coloro che sono coinvolti negli omicidi e nei misteri.

Ognuno di questi racconti, pur condividendo l’ambientazione, il protagonista e la sua famiglia, sono storie a se stanti, leggibili come opere singole: per intenderci, sono come le puntate della Signora in Giallo, c’è lei, Cabot Cove, lo sceriffo, il medico eccetera, ma ogni puntata è autoconclusiva. Vi dico questo perché non voglio spaventarvi: io vi parlerò del settimo romanzo della serie, uscito nel 2016 con la casa editrice Ananke Lab, ma non vi siete persi pezzi né articoli precedenti!

Primo era uomo di molti difetti, ma aveva una virtù importante, una profonda onestà che gli impediva di dimenticare i propri errori e di perdonarli.

L’importanza dell’errore e del perdono

Il romanzo Ama il prossimo tuo ricalca il cosiddetto “comandamento dell’amore” pronunciato da Gesù: “ama il prossimo tuo come te stesso”. Ma non c’è nulla di religioso in questo titolo, anche perché, forse, Flamigni era presidente onorario del UAAR. Cosa vuol dire, quindi? E perché è tronco?

La trama, in breve, parte da alcune morti inspiegabili avvenute dopo l’arrivo del nuovo primario di chirurgia, Edile Servadei, nell’ospedale della città in cui vive Primo, insieme a delle lettere anonime contro il nuovo medico. Dopo anni vissuto nel Meridione, Edile torna nei suoi luoghi natii, ma forse non è ben voluto: Primo deve cercare di capire se c’è qualcosa nel passato del medico da cui possa scaturire odio verso di lui, oppure le morti sono una fatalità e le lettere degli scherzi di gente annoiata.

Il perno sono proprio gli errori: ce ne sono alcuni che non hanno diritto al perdono? Primo, come il narratore stesso afferma, non si perdona mai e non dimentica i propri. Gli altri fanno lo stesso? A volte sì, e questo rischia di porta al disamore per se stessi, vanificando il “comandamento dell’amore”: se io non mi amo, posso amare gli altri? Questo è un bivio dove ognuno sceglie una strada piuttosto che l’altra, con diverse conseguenze.

copertina romanzo "ama il prossimo tuo" di Carlo Flamigni

Non solo omicidi…

I romanzi di Carlo Flamigni di questa serie diventano anche un’occasione per parlare di altro: i diritti delle donne, la Romagna e le sue tradizioni, pedofilia, la malavita, la corruzione eccetera. In Ama il prossimo tuo, uno degli argomenti “a lato”, ma molto vicino a quello principale dell’omicidio, è la pressione che i media e le persone in generale mettono ai medici.

Non mi dispiacerebbe che faceste anche voi, una volta nella vita, un tantino di autocritica. Provate a guardare le cose con un minimo di distacco: la medicina fa le sue vittime, lo sappiamo tutti. Qualche volta ne è responsabile, e in questi casi è indispensabile che riconosca le sue colpe; qualche volta non c’entra proprio niente, e in questi casi siamo noi a dover riconoscere che si è comportata secondo scienza e coscienza. In questo momento nessuno è nelle condizioni di stabilire se ci sono stati errori o se si tratta di conseguenze inevitabili di condizioni patologiche senza soluzione. Eppure voi domani scriverete – a meno che l’autocritica la facciate veramente e subito – articoli nei quali parlerete di malasanità, nei quali ci saranno allusioni e sospetti, nei quali si chiederà giustizia senza aver la più pallida idea di come sono andati veramente i fatti. E come conseguenza di quello che scriverete uno o più medici verranno sputtanati agli occhi di tutti i cittadini, i loro pazienti si spaventeranno e diserteranno i loro ambulatori, i loro colleghi sghignazzeranno vedendoli passare con la testa bassa per le corsie dell’ospedale. Se si arriverà alla conclusione che erano in qualche modo responsabili, forse è giusto così; se ne usciranno bene, se verrà documentato che la loro condotta professionale è stata impeccabile, il vostro giornale si dimenticherà di pubblicarlo, o magari metterà due righe nella pagina degli annunci mortuari e comunque nessuno di voi si sentirà in dovere di chiedere scusa.

Non viene negata la malasanità, ma allo stesso tempo viene criticata la “malainformazione”, un argomento che, purtroppo, è sempre molto attuale, che vede da una parte persone messe in croce per eventuali errori da verificare, e dall’altra chi deve portare la pagnotta a casa vendendo giornali, e per farlo crea molto polverone per attirare la curiosità delle persone. Di nuovo il tema degli errori, dunque, chi sbaglia chiede scusa? Spesso no. Chi sbaglia se lo ricorda? Ancora una volta, spesso no.

Da buon ginecologo sempre dalla parte dei diritti delle donne, Carlo Flamigni inserisce nel romanzo il problema dell’applicazione della legge 194. Nella storia, associazioni cattoliche antiabortiste cercano di insediarsi negli ospedali per poter convincere le donne che hanno scelto di abortire a cambiare idea, con il rischio, tra l’altro, di far perdere tempo prezioso a chi invece non ha nessuna intenzione di intraprendere una gravidanza. Lo scrittore è abile a far capire che una cosa del genere è molto pericolosa: per paura di questi “consultori dei preti” che le avrebbero fatte vergognare o impedito l’accesso all’aborto, delle donne usano metodi casalinghi rischiando la vita. Questi sono spaccati di vita vera: impedire l’aborto in ospedale, non eliminerà l’aborto, ma aumenterà quello clandestino e quindi i rischi per la donna. Carlo Flamigni, data la sua professione, ben sapeva questo ed era un argomento a lui caro.

Un altro tema presente è quello della pedopornografia: nella scuola delle figlie di Primo sembra reale il rischio che degli adulti cerchino di fare sexting con dei bambini di 10 anni. Mettere in guardia i bambini, vigilare sulle loro interazioni online e aiutarli a capire cosa è giusto e cosa è sbagliato è importante per evitare il peggio: mai lasciarli soli, il mondo là fuori non è sempre un bel posto!

Infine, la Romagna, la sua terra, sempre importante e sempre presente. Si racconta delle osterie, dei luoghi, delle tradizioni che stanno lentamente scomparendo e anche della lingua. Proverbio dice questo al protagonista:

Vedi Primo, ci sono cose che tu non capirai mai perché hai imparato l’italiano prima del dialetto, un errore grossolano, mi meraviglio di tuo padre che pure era un uomo intelligente.

Ecco di nuovo l’errore, che, a mio avviso, è il grande tema del romanzo, in ogni sua sfaccettatura.

Come vedete, Ama il prossimo tuo, come tutti gli altri libri della serie, è pieno di cose, di temi, di racconti e di persone. Un mondo vivo e pieno, come la vita quotidiana di tutti.

Buona lettura!

Rossana Pasian

  • Autore: Carlo Flamigni
  • Titolo: Ama il prossimo tuo
  • Casa editrice: Ananke lab, edizione 2016
  • Lingua originale: Italiano