A cosa serve la laurea?
Una lettera d’amore a tutti i laureati che si chiedono ogni giorno “a cosa serve la laurea?”. E un monito a chi dice che non serve a nulla: non avete vite belle.

Ogni tanto mi chiedo: ho fatto bene a studiare fino alla laurea? Ne è valsa la pena? A volte mi rispondo che potevo iniziare a lavorare da subito, mente altre mi dico che non poteva andare diversamente perché era quello per cui sono nata. Tendenzialmente finisce che mi tiro due sberle virtuali e mi rispondo “che senso ha pensarci”.
Però mi rendo conto che molti, troppi laureati della mia età si fanno le mie stesse domande. Questo perché viene svilito il percorso di studio, viene addirittura detto loro che “vedi, quella persona non ha la laurea eppure ha avuto molto successo”. Come se la laurea fosse una questione di soldi e fama.
No, la laurea non è tutto quello, né una perdita di tempo (se davvero si ha voglia di conseguirla, altrimenti lo è). Come ogni cosa, da chi decide di fare una scuola di cucina a chi vuole diventare neurochirurgo. È una questione di amore e di conoscenza.
Quando leggo articoli economici che spiegano quali lauree danno più lavoro, quali è meglio scegliere per fare carriera, mi innervosisco. Diffidate di quelle parole molto poco sagge. Perché scegliere qualcosa che non ci piace ce lo fa fare male, costringersi a certi percorsi prima o poi ci fa esplodere.

Perché la laurea (ma in realtà questo discorso vale anche per i diversi tipi di diplomi o percorsi di vita) è approfondire ciò che si ama, per sfruttare le cose imparate per il futuro, qualsiasi cosa succeda. La vostra laurea, il vostro diploma, il vostro corso di formazione, se scelti con entusiasmo e senza costrizioni, sono il vostro modo di plasmare il mondo che vi circonda. Ditelo a quelli che non ci credono: se vi lasciate trasportare dalla vita senza entusiasmo e senza interesse per nulla, siete tristi; anche con i miliardi in banca, sì.
È giusto però anche dedicare un pensiero a chi non c’è riuscito, chi non ha studiato quello che voleva. Nonostante tutto, cercate di trarre insegnamento anche da quello. Nessuno (o almeno io non ne conosco) ha un percorso lineare, tutto bello e tutto felice; e non guardate i social, che a giorni alterni si trasformano in muri del pianto o in passerelle di vite splendide, tutto da ridimensionare. Conosco persone che, per restare in tema laurea, sono riuscite a prenderla a 50 anni e oltre: lavorare perché prima o poi succeda, sempre.
Quindi, a cosa serve la laurea? Serve a costruirsi come persona, nonostante tutto e qualsiasi cosa succeda.
Ogni scelta ci costruisce come persone, fate quelle giuste; e i titoli di studio non sono per forza tra quelle. Dipende dal singolo, non esistono fasi obbligate e sentieri da cui non allontanarsi.
Vi lascio col discorso tenuto da Steve Jobs, che la laurea non l’ha presa, nel 2005 ai laureati di Stanford.
Se invece di guardare volete leggere il discorso, cliccate qui: https://bit.ly/3m8k7KH
Rossana Pasian