Piantare in (N)asso

Sei stato piantato in asso? Oppure sei stato piantato in Nasso! Ebbene sì, questo famosissimo modo di dire si divide in due. Esiste una forma più giusta? Oppure si equivalgono? Scopriamolo!

Arianna a Nasso di Evelyn De Morgan

Nasso è un’isola greca dell’arcipelago della Cicladi, dove si coltivano aranci, ulivi e fichi, oltre a produrre vino bianco. Un piccolo paradiso mediterraneo! Secondo la mitologia greca antica, Arianna, figlia di Minosse, scappò con Teseo, dopo aver aiutato quest’ultimo a sconfiggere il Minotauro. Arrivati a Nasso, però, Teseo decise di abbandonare Arianna sull’isola, addormentandola con l’inganno. La ragazza, fortunatamente, venne trovata da Dioniso, che poi la sposò. Dunque Arianna è stata piantata in Nasso, che significa appunto “essere abbandonati improvvisamente”.

Ma “piantare in asso”, cioè la versione più conosciuta, è sbagliata? La risposta è no! La lingua, e di conseguenza le espressioni, si evolvono con il tempo: “piantare in Nasso” sembra più una forma più ricercata del modo dire, che vive accanto a quella più, passatemi il termine, popolare “piantare in asso”. A ogni modo, entrambe le forme sono corrette.

Cosa dicono i linguisti?

Nemmeno i linguisti sono d’accordo tra di loro sull’origine della seconda versione di questo modo di dire, come si è passati da Nasso ad asso, o se effettivamente c’è stato un passaggio da un termine all’altro. La forma “lasciare in Nasso” è trovata in forma scritta in italiano volgare già del Cinquecento, mentre la forma “in asso” viene registrata dall’Accademia della Crusca due secoli dopo, sottolineando però che fosse errata.

Secondo alcuni, è possibile che il “salto” da Nasso ad asso sia stato causato dalla difficoltà di pronuncia, causa dalla vicinanza delle due n: l’espressione si è così semplificata in “piantare in asso”, certamente più semplice da pronunciare.

Secondo la linguista Teresa Poggi Salani, invece, più che una semplificazione per assimilazione della seconda n, questo sarebbe un caso di “variante ipercorretta dell’espressione popolare”. L’ipercorrettismo è la sostituzione di una forma linguistica esatta con una errata, perché viene ritenuta scorretta in quanto somiglia a una forma davvero sbagliata.

Per concludere, non ci sono certezze sulle origini di “piantare in asso”. Ma comunque, tranquilli, è corretta anche questa forma: dal Novecento anche l’Accademia della Crusca ha dato la sua benedizione, e ormai su tutti i dizionari è segnalata come modo di dire in uso. Però se volete dire di essere stati piantati in Nasso va benissimo lo stesso; poi magari andate a Nasso, per vedere com’è.

Rossana Pasian

Se volete saperne di più…

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