L’impossibile diventa possibile: “Assassinio sull’Orient Express”
Assassinio sull’Orient Express è uno dei grandissimi capolavori della letteratura poliziesca del Novecento. Scritto dalla regina del genere, Agatha Christie, il romanzo è uscito nel 1934 e fa parte della serie Hercule Poirot, il celeberrimo investigatore belga (non francese!).

«Ah, ne conviene? Non ci ha mai pensato nessuno, credo. Eppure… sembra fatto apposta per un romanzo, amico mio. Intorno a noi c’è gente di ogni condizione sociale, età e nazionalità. Per tre giorni, questi estranei saranno costretti a restare insieme. Dormiranno e mangeranno sotto lo stesso tetto, non potranno allontanarsi l’uno dall’altro. E alla fine dei tre giorni si separeranno, se ne andranno ognuno per la propria strada, per non rivedersi forse mai più.»
«Eppure» disse Poirot «immagini un incidente…»
C’è ancora al mondo, almeno in quello occidentale, qualcuno che non conosce Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie? Non credo, almeno l’ha sentito nominare, molti avranno letto il libro, altri visto una delle tante trasposizioni cinematografiche o televisive; oppure, come nel mio caso, dopo aver visto tutti i film tratti ha letto il libro. Ebbene sì, questo è stato uno dei rari casi in cui ho visto il film prima di leggere il romanzo, e ancora uno dei rarissimi casi, forse l’unico, in cui dirò che film (io sono affezionata a quello del 1974) e libro sono belli entrambi.
Ma parliamo del romanzo. Non avendolo mai letto, non sapevo che la storia non inizia a Istanbul con la partenza dell’Orient Express, ma ad Aleppo, da cui Poirot parte con il Taurus Express e già incontra due passeggeri che saranno con lui sul treno da Istanbul. La storia, più o meno, è nota a tutti: un treno pieno di persone molto diverse per paese d’origine e ceto sociale, tra cui l’americano Ratchett, che viene trovato pugnalato. Chi è stato? Le ferite sono molto diverse fra loro, ci sono forse più assassini sul treno? E che legame c’è tra l’omicidio e il caso Amstrong?
Un treno che è l’America
[…] Ho cercato di immaginare in quale altra circostanza si sarebbe potuta ritrovare riunita una compagnia del genere. E la risposta che mi sono data è stata: solo in America. In America si possono trovare nella stessa casa rappresentati di tante nazionalità: un autista italiano, un’istitutrice inglese, una bambinaia svedese, una cameriera francese e così via.
Il mondo in cui l’omicidio sull’Orient Express viene commesso è molto diverso da quello a cui siamo abituati oggi. I confini erano ancora ben netti e le nazioni, quelle europee, erano ancora pronte a fare guerra tra di loro, infatti di lì a pochi anni sarebbe incominciata la Seconda Guerra Mondiale; i paesi dell’Asia e dell’Africa erano ancora sotto il giogo del colonialismo occidentale. I viaggi in aereo non erano ancora la normalità, soprattutto per le lunghe distanze, e soprattutto era strano vedere viaggiare in pieno inverno, stagione in cui è ambientata la storia, un mix così variegato di persone.
Ma come dice Poirot c’è un posto nel mondo degli anni Trenta dove invece quello è tutto normale: l’America, o ancora meglio gli Stati Uniti d’America. La grande emigrazione degli anni precedenti, ma anche di quel decennio, aveva contribuito a far diventare gli USA un crogiuolo di tante nazionalità differenti, che si mescolavano di continuo (pur con qualche limite) soprattutto da un punto di vista lavorativo. Lì era già viva la multiculturalità, che Agatha Christie ripropone bene nella scelta dei personaggi a bordo del treno.
Credo che uno dei temi sia quello dello scopo che può unire le persone, anche se diverse tra loro: un’idea, un sogno o un obiettivo possono travalicare i confini e i ceti sociali, dimostrando che, in fondo, siamo tutti umani.
«A questo punto,» dichiarò Poirot «avendovi fornito la mia soluzione di abbandonare il caso…»

Curiosità: una delle donne presenti sul treno è tedesca, e a un certo punto dice “È stato abominevole, malvagio. Il buon Dio non dovrebbe permettere cose del genere. In Germania non siamo tanto malvagi”. Il libro è uscito nel 1934, quindi Hitler era già salito al potere: forse tra le due cose non c’è legame, ma mi sono chiesta se fosse un modo per “prendere in giro” i tedeschi, oppure per sottolineare che non tutti i tedeschi sono come Hitler. Un giorno, forse, troverò la risposta.
Buona lettura!
Rossana Pasian
- Autrice: Agatha Christie
- Titolo: Assassinio sull’Orient Express
- Casa editrice: Mondadori, edizione 2019
- Titolo originale: Murder on the Orient Express
- Traduzione: Lidia Zazo
- Lingua originale: Inglese
- Prima edizione originale: Collins Crime Club, 1934