Realismo Magico alla giapponese: “Kafka sulla spiaggia” di Murakami

Un ragazzino di 15 anni maturo e forte come un adulto e un anziano con la mente di un bambino: sono questi i due principali protagonisti di Kafka sulla spiaggia, romanzo dello scrittore giapponese Murakami Haruki del 2002. Il libro si inserisce nel filone del Realismo Magico, con diversi rimandi alla tradizione religiosa giapponese. E i gatti sono importantissimi!

È un romanzo molto particolare quello di Murakami, Kafka sulla spiaggia, come altri della produzione dello scrittore giapponese. Non ha caso, segue le “regole” (se così si possono definire) del Realismo Magico, un genere letterario che ha tra i maestri, tra gli altri, García Márquez, Salman Rushdie, Dino Buzzati e Angela Carter. Tamura Kafka e Nakata Satoru sono i due protagonisti del romanzo: il primo, a cui sono dedicati i capitoli dispari, è un ragazzino di 15 anni che scappa di casa, nel tentativo di fuggire da una profezia, cambia il suo nome in Kafka in onore dello scrittore ceco, e nella sua fuga fa incontri importanti ed esperienze paranormali; il secondo, a cui sono dedicati i capitoli pari, è un anziano che durante l’infanzia ha avuto un “incidente” inspiegabile che l’ha reso stupido, ma che gli ha permesso di parlare con i gatti. Le vicende tra i due personaggi si intrecciano, ma questi non si incontrano mai: tutto ruota intorno a un’”entrata” misteriosa tra due mondi e che dev’essere chiusa.

Non posso raccontarvi di più, altrimenti cadrei nello spoiler! Sta di fatto che nel racconto si mescolano elementi realistici e altri completamente fantastici.

Cos’è, in breve, il Realismo Magico

Secondo me, prima di approcciarsi a un romanzo così particolare è bene sapere cosa sia il Realismo Magico, in cui Kafka sulla spiaggia si inserisce a tutti gli effetti. In letteratura, si tratta di un genere in cui gli elementi magici, soprannaturali e/o paranormali sono presenti in un contesto altrimenti realistico e quotidiano. I personaggi non si pongono mai troppe domande su questi elementi, ma li accettano come parte della realtà (anche se magari non da subito); cosa importante, questi elementi magici ci sono ma non vengono mai spiegati: esistono nel mondo della storia e basta.

Nei racconti e nei romanzi che si inseriscono in questo genere, a volte le tempistiche e le relazioni logiche vengono scombussolate: un personaggio può soffrire delle conseguenze prima che ciò che le causerà avvenga; passato, presente e futuro possono non essere in quest’ordine, oppure vengono mescolati continuamente; sono presenti realtà parallele.

Kafka sulla spiaggia è pieno di cose “strane” ed elementi paranormali: senza svelare troppo, vi dico solo pietre trovate in santuari, flauti con anime di gatti, ombre troppo leggere e spiriti viventi.

Simbolo e significato sono cose diverse. Io credo che lei sia riuscita a scegliere le parole giuste, saltando i passaggi intermedi del significato e della logica. Ha estratto le parole dai sogni, come si cattura una farfalla mentre vola, prendendola dolcemente per le ali. Gli artisti hanno la capacità di evitare inutili prolissità.

Di filosofia, di musica, di corvi e di gatti

Tornando nel vivo del romanzo, le tematiche al suo interno sono molteplici. Ruoli importanti vengono giocati da musica e filosofia. Sia nei capitoli dal punto di vista di Tamura Kafka che in quelli di Nakata, alcune sonate e canzoni hanno un ruolo chiave e rappresentano qualcosa per i personaggi. Per esempio, Kafka sulla spiaggia è una vecchia canzone che Tamura Kafka ascolta in biblioteca e lo aiuta a comprendere alcune cose di sé e di ciò che sta capitando. Altro esempio, nei capitoli di Nakata il Trio dell’Arciduca di Beethoven è fondamentale per Hoshino, l’accompagnatore dell’anziano, per evolversi come persona.

Se vogliamo, tutto il romanzo è una storia di formazione: i personaggi, ognuno di loro (tranne il “cattivo”), hanno una loro evoluzione in meglio. In questo loro percorso è fondamentale la musica, ma anche la filosofia, che spesso torna citata, soprattutto Hegel, nei discorsi di personaggi secondari come il bibliotecario Ōshima. Quest’ultimo sarà il mentore di Tamura Kafka, lo aiuterà sia materialmente sia spiritualmente, attraverso discorsi profondi e l’invito a riflettere sul mondo, su ciò che accade e sul suo futuro.

Infine, corvi e gatti. I corvi aleggiano sempre intorno ai personaggi, spesso, soprattutto nei capitoli di Nakata, senza interagire. Invece, in quelli di Tamura Kafka, oltre ad essere presenti come animali normali, incontriamo il “ragazzo chiamato Corvo”, una sorta di alter ego metafisico del quindicenne che lo esorta ad andare avanti e a lottare per ciò che vuole; ma, anche, è colui che lo difenderà. I corvi, inoltre, rimandano a Kafka: in ceco, kavka è il termine per indicare una particolare specie di uccello appartenente alla famiglia dei corvi.

Per quanto riguarda i gatti, già accennavo prima che Nakata è in grado di parlare con loro fin da quando ha subito un incidente da piccolo: brevemente, durante la Seconda Guerra Mondiale il Nakata bambino entra apparentemente in coma per tre settimane, al suo risveglio sembra avere un deficit cognitivo, che lo renderà analfabeta, ma in compenso può avere delle conversazioni con i gatti. Gli adorabili felini sono gli assistenti magici di Nakata e Hoshino, messaggeri e aiutanti dei due umani per arrivare a sconfiggere il “cattivo” (o “i cattivi”?). Certamente non è casuale che nella cultura giapponese sia presente il maneki neko 招き猫, il Gatto della Fortuna (il classico gattino con la zampa sinistra alzata), che salva qualcuno: nel romanzo questo appellativo, fino a un certo punto, può essere attribuito anche a Nakata (ma non vi dico perché, dovrete scoprirlo voi!).

Certamente, ammetto le mie mancanze, mi sono sfuggite molte cose legate alla cultura giapponese, perché non sono per nulla un’esperta. Ma molte cose sono “traducibili” anche nell’immaginario occidentale, e addirittura molti simboli e richiami arrivano proprio dalla cultura europea e americana: Beethoven, Hegel, il colonnello Sanders, il whiskey Johnny Walker eccetera. Come già dicevo prima, è un libro molto particolare ed è importante saperlo prima per immergersi al meglio nella sua trama e nella sua logica.

Buona lettura!

Rossana Pasian

  • Autore: Murakami Haruki
  • Titolo: Kafka sulla spiaggia
  • Casa editrice: Giulio Einaudi Editore, edizione 2013
  • Titolo originale: 海辺のカフカ
  • Traduzione: Giorgio Amitrano
  • Lingua originale: Giapponese
  • Prima edizione originale: 2002