“Pelle d’uomo”: una storia inclusiva
In Pelle d’uomo, graphic novel scritta e disegnata da Hubert e Zanzim, pubblicata in Italia dalla casa editrice BAO Publishing, troviamo davvero di tutto: il femminismo, la lotta LGBTQ+, il dramma dell’oppressione religiosa, la genitorialità, ma soprattutto l’amore. Una storia agrodolce, ma che invita tutti noi a riflettere sulla realtà che ci circonda.

Bianca e Giovanni sono i protagonisti di Pelle d’uomo, graphic novel pluripremiata nata dall’ingegno di Hubert e Zanzim, ambientata in una città italiana del Rinascimento (che molto ricorda Firenze). I due giovani stanno per convolare a nozze. I due giovani non si conoscono, infatti è stato tutto combinato dalle rispettive famiglie, ma questo sembra non importare nessuno perché il matrimonio è visto solo come una transazione d’affari. Bianca, però, non ci sta e vuole sapere chi sia Giovanni, il suo carattere e ciò che ama fare.
La sua madrina le confida allora un segreto che le donne di famiglia si tramandano: una pelle d’uomo per muoversi indisturbate nel regno maschile. Bianca con essa può trasformarsi così in Lorenzo, e vedrà un mondo che mai si sarebbe aspettata. Un mondo fatto di mascolinità tossica, ma che può esplodere in certi locali della città, dove omosessuali e drag queen possono essere davvero se stessi.
Ed è così che scopre che il marito è in realtà gay: Giovanni si innamora di Lorenzo, l’identità maschile sotto cui si nasconde Bianca. Con questa pelle, Bianca è a tutti gli effetti un uomo, anche nelle parti più intime e nel loro funzionamento fisiologico (ci siamo capitə, vero?).
Il matrimonio tra Giovanni e Bianca diventa molto difficile: Bianca è innamorata di Giovanni, che non ricambia il suo amore, o meglio ricambia l’alter ego. Ma il problema più grande non è nemmeno questo: il fratello della ragazza è misogino e omofobo, e crea un regime teocratico e di terrore nella città.
Come finirà per i protagonisti? Ci sarà un lieto fine? No spoiler!
L’oppressione è la protagonista
«La coppia, la tolleranza, la discriminazione, l’ipocrisia di certi dogmi, la scoperta del proprio corpo e della propria sessualità, tanti i temi che vengono affrontati senza trucco attraverso questa magnifica favola. Hubert, lo sceneggiatore che ci ha tragicamente lasciato lo scorso febbraio, lascia un’opera umanista che affronta le principali questioni sociali con inquietante accuratezza.»
Le Figaro
È un fumetto che ritengo molto importante per questo momento storico: sebbene sia ambientato intorno al 1400, le tematiche e le scene sono molto attuali, affrontate con uno stile quasi fiabesco, ma mai infantile, e un tono spesso sarcastico.
Quante volte le donne avrebbero voluto diventare uomini per poter vivere come loro e fare le loro esperienze, e soprattutto per poter vivere, anche solo per qualche ora, senza il peso dei doveri e delle convenzioni (illogiche) della società. Si parla molto delle donne e dei problemi che sono costrette ad affrontare: considerate o sante o putt*ne, il loro essere costrette del ruolo di moglie e madre, la violenza domestica e l’oppressione che deriva dalla religione.
Quest’ultimo aspetto ha un peso molto forte nella storia: il fratello di Bianca si aggira per la città criticando le donne per il solo fatto di esistere. Gli autori non fanno sconti: la Chiesa opprime le donne, gli omosessuali e in generale tutti coloro che non seguono le regole decise da loro. Hubert e Zanzim non cercano di indorare la pillola: la loro critica è dura e diretta, e arriva anche a sottolineare che le persone problematiche sono i fondamentalisti, non coloro che vogliono opprimere.

L’altro grosso argomento della storia è l’omosessualità, in particolare quella maschile, e in parallelo la mascolinità tossica. Vediamo gli uomini, anche Giovanni, sentirsi in dovere di comportarsi in un certo modo e avere certi comportamenti “da uomini”, che però vanno contro la loro natura. Proprio Giovanni di giorno è uno sbruffone che denigra le donne, per poi trasformarsi, nel bar LGBTQ+ friendly, un uomo sensibile e che soffre per il continuo nascondersi.
Questi due argomenti si possono riassumere in uno solo: l’oppressione. I due autori ci stanno urlando in faccia che è il momento di cambiare, di diventare una società inclusiva, più libera da pregiudizi e meno violenta.
In un modo del genere, comunque, l’amore è ovunque: quello di Bianca per Giovanni, di Giovanni per Lorenzo, ma non solo. L’amore è l’unica cosa che rende il mondo un bel posto in cui vivere, ci dicono i due autori. Non sono i dogmi religiosi, non sono le regole di cui non conosciamo il senso, non è il nascondersi: amare se stessi così come si è, amare le altre persone così come sono, cercare di migliorarsi per amore degli altri.
Il mondo è pronto per tutti questi cambiamenti, soprattutto per quanto riguarda la condizione femminile? Forse no, ma non bisogna smettere di ricordare, come fanno Hubert e Zanzim, quanto sia brutto un mondo pieno di pregiudizi e preconcetti.
Buona lettura!
Rossana Pasian
Carta d’identità del libro
- Autori: Hubert e Zanzim
- Titolo: Pelle d’uomo
- Casa editrice: Bao Publishing, edizione 2021
- Titolo originale: Peau d’homme
- Lingua originale: Francese
- Traduttore: Francesco Savino
- Prima edizione originale: Glénat, 2020
Se vuoi saperne di più…
- Recensione su Le Figaro: https://bit.ly/3hUYwXy