Umanità e natura: la visione dei Nightwish

Ad aprile 2020 è uscito l’ultimo album in studio dei Nightwish, Human. :II: Nature., una riflessione musicale su umanità e natura.

Lo dico subito: i Nightwish sono una delle mie band preferite, in assoluto. Quindi ogni loro nuovo album è una gioia per le mie orecchie. In particolare in questo folle 2020: Human. :II: Nature., nono album in studio del gruppo musicale symphonic metal finlandese, ha visto la luce il 10 aprile, in pieno lockdown mondiale. Chiaramente una bella scommessa per la band, dato che ha fatto uscire la nuova opera in un momento in cui nessuno poteva uscire di casa per acquistarla, né era possibile fare una programmazione certa dei live. Per fortuna l’e-commerce mi è venuto in soccorso, così ho ordinato l’album immediatamente e ho alzato il volume delle casse (i vicini non si sono lamentati, quindi deduco che li sia piaciuto).

Chi sono i Nightwish?

Una brevissima storia della band per chi non è esperto del genere metal sinfonico, e semplicemente non li ha mai incontrati.

Gli esordi

I Nightwhish nascono nel 1996 da un’idea di Tuomas Holopainen, che inizialmente voleva creare una band di musica acustica per successivamente dirigersi verso il metal, soprattutto sinfonico. I membri iniziali, oltre a Tuomas Holopainen, erano Erno “Emppu” Vuorinen alla chitarra acustica e la cantante lirica Tarja Turunen; nel 1997 Jukka Nevalainen si unì al gruppo per suonare la batteria, e nel mese di novembre esce il loro primo album, Angels fall first. L’anno dopo Sami Vänskä si unì al gruppo per suonare il basso elettrico ed esce Oceanborn, che riscuote un buon successo in Finlandia ottenendo il disco d’oro.

La consacrazione internazionale

Con l’avvento del nuovo millennio, esce l’album Whishmaster, che va subito in testa alle classifiche finlandesi. L’anno successivo, nel 2001. Sami Vänskä viene sostituito da Marco Hietala, che diventa anche voce maschile della band. Nel 2002 esce Century Child che si aggiudica il doppio disco di platino. Dopo due anni finalmente arriva il successo internazionale con l’album Once, e con 150 concerti dà inizio al più grande tour mondiale della band.

Subito dopo, nel 2005, i quattro membri dei Nightwish decidono di rompere il legame con Tarja Turunen attraverso una lettera aperta, poiché secondo loro era troppo cambiata dopo il matrimonio e aveva più a cuore gli interessi commerciali che l’arte. Nel 2007 entra in scena la nuova cantante, Annette Olzon, che porta nella band un sound completamente diverso non essendo una cantante lirica. Con lei escono gli album Dark Passion Play nel 2007 e Imaginaerum nel 2011. Annette prende parte, insieme agli altri membri della band, alla realizzazione del film Imaginaerum, uscito nelle sale nel 2012.

Una nuova era

Il primo ottobre 2012 la band annuncia attraverso un comunicato stampa la separazione dalla cantante Anette Olzon, che verrà sostituita durante il tour di supporto dell’album dall’ex cantante degli After Forever Floor Jansen, che diventa cantante ufficiale del gruppo nel 2013. Insieme a lei si aggiunge in modo definitivo Troy Donockley, poli-strumentista che porta i Nightwish a sei componenti. Nell’agosto 2014, il batterista Jukka Nevalainen lascia il gruppo a causa di problemi di salute e viene sostituito da Kai Hahto. Nel dicembre dello stesso anno esce l’ottavo album in studio, Endless Forms Most Beautiful, seguito dal nono nel 2020, Human. :II: Nature.

Formazione attuale:
  • Floor Jansen – voce (2012 – presente)
  • Erno “Emppu” Vuorinen – chitarra (1996 – presente)
  • Tuomas Holopainen – pianoforte, tastiere (1996 – presente)
  • Troy Donockley – bodhrán, uilleann pipes, tin whistle, bouzouki e chitarra solista (2007 – presente)
  • Marko “Marco” Hietala – basso, voce (2001 – presente)
  • Kai Hahto – batteria (2014 – presente)

L’ultima fatica: Human. :II: Nature.

In questo paragrafo vediamo come Human. :II: Nature. è composto e di cosa parla.

L’album è diviso in due dischi, dove il primo è incentrato sull’essere umano e le sue sfaccettature, mentre il secondo, completamente strumentale (tranne qualche vocalizzo) è dedicato alle meraviglie della natura. Riguardo ciò, Tuomas Holopainen, compositore di tutto l’album, ha commentato così l’album in un’intervista:

“The word ‘human,’ the word ‘nature,’ they appear a lot in the lyrics. Somehow, it’s a concept album without intending it to be. Then, at some point, it became clear to me that ‘Hold on. Clearly, nine songs sang by a human voice about humanity about humans, then we have the nature epic, the instrumental second point. How about calling this album Human. :II: Nature.?’ There’s also a lovely little wordplay because it’s also about human nature, how we are as species.”

Nel primo disco è la voce umana a farla da padrona, ovviamente. Le tre voci (Floor, Marco e Troy) “raccontano” l’intimità dei sentimenti, quelli positivi e quelli negativi, insieme al ciclo della vita che segue l’umanità. La cantante Floor Jansen “sfoga” le sue capacità vocali, riuscendo a mostrare diverse estensioni e sensazioni (non che ci fosse bisogno di sapere quanto è brava, cliccare qui per vedere/ascoltare).

Il secondo disco è una suite strumentale intitolata All the Works of Nature Which Adorn the World, divisa in otto parti, dove è il suono a essere protagonista, non più la parola: la voce umana è presente come vocalizzo o coro evocativo, quindi diventa una parte integrate del suono della natura e della musica. Le uniche parole presenti sono quelle di una breve parte narrata tratta dal libro Pale Blue Dot del divulgatore scientifico Carl Sagan, che esprire i suoi pensieri sulla foto scattata alla Terra dalla sonda Voyager 1 nel 1990, in quel momento ubicata a 6 miliardi di distanza dal pianeta: un punto blu, lontano e minuscolo.

Look again at that dot. That’s here. That’s home. That’s us. On it everyone you love, everyone you know, everyone you ever heard of, every human being who ever was, lived out their lives. The aggregate of our joy and suffering, thousands of confident religions, ideologies, and economic doctrines, every hunter and forager, every hero and coward, every creator and destroyer of civilization, every king and peasant, every young couple in love, every mother and father, hopeful child, inventor and explorer, every teacher of morals, every corrupt politician, every “superstar,” every “supreme leader,” every saint and sinner in the history of our species lived there-on a mote of dust suspended in a sunbeam.

Un punto di svolta

A mio avviso, Human. :II: Nature. è un’opera complessa e con uno schema preciso. A causa della sua complessità, forse al primo ascolto è di difficile interpretazione, soprattutto per chi non è abituato alle bizzarrie di Tuomas.

Comunque, sembra un punto di svolta della band, e soprattutto del suo compositore, che si allontana ancora di più dall'”era Tarja” e dall'”era Annette” dopo il periodo di transizione che ha avuto il suo apice (e credo la sua fine) con l’album Endless Forms Most Beautiful del 2015.

L’evoluzione del gruppo continua, e il sound con cui li ho conosciuti una quindicina di anni fa quasi non esiste più; e sottolineo il quasi, perché i tratti che li contraddistinguono ci sono sempre.

Il brano che ho preferito

Shoemaker è una traccia molto particolare, composta da una prima parte molto ritmica con intermezzi dolci ed eleganti e una seconda totalmente in chiave operistica. Il brano non parla, ovviamente, di un calzolaio, ma è dedicato alla figura di Eugene Shoemaker. Nato a Los Angeles il 28 aprile 1928, fu un geologo statunitense, pioniere nel campo dell’astrogeologia, tanto che nel 1961 fondò il Programma di Ricerca Astrogeologico. Eugene Shoemaker morì in un incidente stradale nel 1977 in Australia. Una parte delle sue ceneri venne portata e dispersa sulla Luna, dalla sonda Lunar Prospector.

In conclusione, oserei dire che il brano è molto emozionale, soprattutto nel finale dove Floor sfoggia tutto il suo talento lirico.

Buon ascolto!

Rossana Pasian

Carta d’identità dell’album

  • Titolo: Human. :II: Nature
  • Band: Nightwish
  • Tipo album: Studio
  • Pubblicazione: 10 aprile 2020
  • Durata: 81:31
  • Dischi:  2
  • Tracce: 10
  • Genere: Symphonic metal
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Produttore: Tuomas Holopainen
  • Testi e Musiche: Tuomas Holopainen
  • Arrangiamenti: Troy Donockley, Kai Hahto, Marco Hietala, Tuomas Holopainen, Floor Jansen, Emppu Vuorinen, Tero Kinnunen

Titoli tracce

Disco 1

  • Music – 7:23
  • Noise – 5:40
  • Shoemaker – 5:19
  • Harvest – 5:13
  • Pan – 5:18
  • How’s the Heart? – 5:02
  • Procession – 5:31
  • Tribal – 3:56
  • Endlessness – 7:11

Disco 2

  • All the Works of Nature Which Adorn the World – 30:58
    • I. Vista – 3:59
    • II. The Blue – 3:35
    • III. The Green – 4:42
    • IV. Moors – 4:44
    • V. Aurorae – 2:07
    • VI. Quiet as the Show – 4:05
    • VII. Anthropocene (Incl. “Hurrian Hymn to Nikkal”) – 3:05
    • VIII. Ad Astra – 4:41