Seconda pontà – Pronunsia piemontèisa
Sembra facile, ma non è! In questa seconda puntata parleremo della pronunsia piemontèisa, che non è uguale a quella italiana, anzi…

Cand ch’i l’avìa ses agn i l’hai vist, na vòlta, s’un lìber sla foresta vèrgin c’ha s’antitolava «Stòrie vivùe», un dissegn anciarmant. A figurava ‘n serpent bòa an camin traond na bestia sarvaja. Vardè-sì la còpia dël dissegn.
Quello che avete appena letto è il primo paragrafo di Ël cit prinsi, cioè Il piccolo principe in piemontese. Fa un po’ paura, neh?! Non sembra una lingua parlata in Italia, anche se sicuramente qualcosa lo ricorda (e di certo qualcosa l’avrete capito leggendo).
Ci sono anche lettere non molto utilizzate in lingua italiana, come la j, e tantissimi accenti, che in alcuni casi rappresentano suoni non esistenti in italiano. C’è anche un caso dove la lettera non corrisponde per nulla, ma si legge con un altro suono.
Come si legge allora questo passo? Provo a riportarlo in IPA, l’alfabeto fonetico internazionale.
Kaŋd ki lavia sɛz aɲ i lai vist, na vɔlta, syn libɛr zla furɛsta vɛrgiŋ ka saŋtitulava «Stɔrie vivye», yŋ disɛɲ aŋtʃarmant. A figyrava ‘ŋ sɛrpɛŋt bɔa aŋ kamiŋ trauŋd na bɛstia sarvaja. Vardɛ-si la cɔpia dəl disɛɲ.
Le differenze con l’italiano
Ancora confusi? Vediamo allora cosa si pronuncia in maniera diversa rispetto all’italiano:
- Le e: a differenza dell’italiano (anche se noi piemontesi ce lo dimentichiamo sempre), questa vocale è quasi sempre aperta, come nelle parole elica e cioè; di regola, si pronuncia aperta in sillaba chiusa (cioè se non è l’ultima lettera della sillaba) e chiusa in sillaba aperta. La ë, invece, non esiste proprio in italiano, è un regalo del francese (oppure gliel’abbiamo passata noi piemontesi?); è chiamata la tersa vocal piemontèisa, e rappresenta una e semimuta.
- La o: questa vocale se scritta senza accento si legge come la u italiana; con accento invece corrisponde all’italiana semiaperta arrotondata (quella di otto, per intenderci).
- La u: non corrisponde, come abbiamo visto, al suono italiano, ma a quello tedesco e francese, ed è quindi una vocale chiusa arrotondata.
- La j: non si legge all’inglese /dʒ/ come si fa in italiano (per esempio, jukebox), ma rappresenta semplicemente una i dal suono più lungo.
Tabella della pronuncia
Ecco qui l’elenco lettera per lettera (più un dittongo e gruppi di consonanti). Ho scritto degli esempi in italiano, e in un paio di casi in francese e inglese, per rendere più facile capire la pronuncia.
- Consonanti:
- B: /b/ – corrisponde all’italiano
- C: può essere dura /k/ o dolce /tʃ/, con lo stesso funzionamento dell’italiano.
- D: /d/ – corrisponde all’italiano
- DZ: corrisponde il suono /ts/, cioè la Z italiana
- F: /f/ – corrisponde all’italiano
- G: come la C, può essere dura /g/ o dolce /dʒ/
- GG: generalmente a fine parola, è il suono /dʒ/
- GN: /ɲ/ – corrisponde all’italiano
- H: è muta, ma rende muta la C e la G davanti alle vocali I ed E
- L : /l/ – corrisponde all’italiano
- M: /m/ – corrisponde all’italiano
- N: molto spesso è una /ŋ/ e rappresenta una breve sospensione del flusso sonoro; a inizio parola è /n/, che è il suono di naso; o ancora /ɱ/ di fronte alla F e alla V (per esempio inverno)
- P: /p/ – corrisponde all’italiano
- Q: /k/ – corrisponde all’italiano
- R: /r/ – corrisponde all’italiano
- S: può essere sorda /s/ come in salsa, oppure sonora /z/ come in rosa anche a fine parola
- T: /t/ – corrisponde all’italiano
- V: può essere /v/ come in italiano (valigia), ma a fine parola rappresenta il suono /w/, cioè la semivocale u (quella di uovo)
- Z: corrisponde a /z/, cioè alla S sonora
- Vocali:
- A: può essere /a/ come in italiano, ma se tonica può diventare /ɒ/, cioè una vocale aperta non arrotondata.
- E: può essere aperta /ɛ/ o chiusa /e/
- Ë: /ə/ è una vocale semimuta che non esiste in italiano, ma in inglese (esempio taken)
- I: /i/ – corrisponde all’italiano
- J: /j/ è una I più lunga
- O: se non accentata corrisponde alle /u/ italiana, se accentata alla /ɔ/ cioè la O semiaperta
- U: rappresenta il suono /y/, che non esiste in italiano, ed è una U chiusa come si trova in tedesco e francese
- Dittongo:
- EU: non esiste in italiano come suono, si pronuncia /ø/ come nel francese peu
Ci sono anche dei suoni che in piemontese non ci sono, mentre sono presenti in italiano:
- GL: il suono /ʎ/, quello di aglio in italiano, non esiste; se ci sono queste due lettere si leggono separate, cioè /k/ + /l/
- SC: il suono di sciare /ʃ/ è inesistente; in piemontese si leggono come due sogni distinti
Ora abbiamo imparate a leggere! Nella prossima puntata parleremo degli articoli.
Rossana Pasian
Se vuoi saperne di più…
- I libri che utilizzo:
- Michele Bonavero (a cura di), Vocabolario piemontese sacociàbil, ed. Il Punto – Piemonte in Bancarella, Torino 2014.
- Antoine de Saint-Exupéry, Ël Cit Prinsi, ed. Il Punto – Piemonte in Bancarella & Gioventura Piemontèisa, Torino 2005, trad. Adriana Chiabrando Le petite prince, ed. Gallimard 1946.
- Siti di riferimento: