Il potere tossico di una notizia distorta

Le fake news e le notizie distorte sono una vera piaga di questo momento storico: possono dare origini a comportamenti e organizzazioni pericolosi, che possono anche arrivare a minare i diritti delle persone. Attraverso un esempio concreto, voglio mostrarvi quanto è forte il potere tossico di una notizia distorta.

Il potere tossico di una notizia distorta

È innegabile, una grande piaga di questo periodo sono le fake news, cioè una notizia falsa o una notizia distorta. Quante volte abbiamo visto girare notizie senza fondamento? E quante volte, magari, ci siamo cascati anche noi? La “battaglia per la verità” è durissima, anche perché spesso le notizie spacciate per vere sono verosimili, oppure in parte vere.

A volte, infatti, alcune notizie partono da una base reale, ma vengono distorte, in certi casi perché non si è compreso il contenuto e in altri viene fatto apposta per raggiungere un obiettivo (economico, politico, di interazioni, di vendite eccetera). Non voglio parlare del perché avvengono queste “distorsioni”, ma voglio mostrarvi quanto una notizia non data in modo preciso possa essere in qualche modo pericolosa.

Da ricerca scientifica a post smielato è un attimo

Su LinkedIn, che dovrebbe essere un social dedicato al mondo del lavoro ma purtroppo molta gente lo utilizza allo stesso modo di Facebook, mi sono imbattuta in un post che partiva parlando del fenomeno del microchimerismo fetale (cosa assolutamente reale) e finiva in un discorso sdolcinato sulla maternità biologica.

Per chi non conoscesse il microchimerismo fetale, in breve: si tratta di uno scambio bidirezionale di (poche) cellule fetali e materne durante la gravidanza; dopo il parto, il sistema immunitario della madre si libera di queste cellule “estranee”, ma alcune possono resistere anche dopo molti anni. Queste cellule più forti sono in grado, poi, di trasformarsi in qualunque altro tipo di cellula.

Partendo da questa realtà scientifica, il post in questione continuava con una glorificazione della gravidanza, sottolineando il fatto che le cellule fetali potessero aiutare la madre a guarire da certe ferite o malattie, e che portassero benefici incredibili.

Problema: è stata completamente omessa la parte dello studio in cui si dice che, oltre a possibili benefici fisici, queste cellule possono “causare” malattie, come il cancro e sindrome autoimmuni. Omettendo questa informazione, cosa è successo nei commenti?

Parlare alla pancia… e la testa la salutiamo!

Qualcuno, giustamente, ha sottolineato che il post mancava di molte informazioni, e che “la tentazione di raccontare qualcosa di emotional non dovrebbe eclissare la realtà”. A questa critica, l’autore del post ha risposto che sono state omesse apposta (red flag!) per mettere in luce le parti belle.

Ma questo, oltre a essere scorretto nei confronti di chi ha fatto la ricerca, è pericoloso perché si distorce una informazione per parlare alla pancia delle gente e guadagnare consenso/like. Si sa, però, che la gente è capace di tirare fuori il peggio di sé in questi casi. Vediamo qui sotto una carrellata di alcuni commenti.

Come vedete, è bastato pochissimo per arrivare all’odio: da un’informazione distorta apposta per creare emozione e guadagnare like, si è giunti a parole aggressive verso le donne e alla quasi richiesta di eliminare un diritto fondamentale.

Sui social è troppo facile, troppo pericoloso: non è come interagire di persona, dove se qualcuno commenta che quella cosa è una cavolata sei costretto ad ascoltarlo. Su internet lasci il tuo like e/o il tuo commento e te ne vai, ma ciò che hai letto e detto continua a viaggiare nella tua mente.

Una cosa fondamentale, che quasi nessuno fa, è verificare le notizie: se leggi il post di una persona qualunque, perché dovresti dar per scontato che il suo contenuto sia vero al 100%? Soprattutto se non è il suo campo di specializzazione. Ciò che mi sento di consigliare è di controllare sempre le fonti, ma allo stesso tempo di non dubitare a prescindere: è bene domandarsi chi è che sta affermando ciò, che titoli ha per farlo, è un linguaggio troppo emotivo eccetera.

All’inizio è difficile, lo so, ma “allenandosi” ci si fa l’abitudine, e scoprirete che sarà sempre più semplice distinguere le notizie vere da quelle distorte o false!

Rossana Pasian

Se vuoi saperne di più…

  • Alcuni articoli, divulgativi e accademici, sul fenomeno del microchimerismo fetale:
    • Elisabetta Intini, “Le cellule del feto per anni nel corpo della madre”, 8 settembre 2015, focus.it: https://bit.ly/3jX67F6
    • “DNA maschile nel cervello delle donne”, 27 settembre 2012, lescienze.it: https://bit.ly/3q3nUOY
    • Carla Colombo, “Microchimerismo cellulare fetale nel carcinoma papillare della tiroide: analisi su tessuti e su sangue periferico”, tesi di dottorato, Università degli Studi di Milano, anno accademico 2010/2011: https://bit.ly/3GKtLOU
  • La rubrica di Superquark dedicata alla psicologia delle bufale: www.raiplay.it/programmi/superquark