Come promuovere un libro durante una pandemia

È una domanda che non mi ero posta in modo forte prima di iniziare questo viaggio con “Dolori postumi”, ma alla fine altri l’hanno chiesto a me: com’è promuovere un libro durante la pandemia? Quali sono le cose che si possono fare e cosa eventualmente si perde?

La risposta alla domanda è una: difficile. Molto difficile, a essere assolutamente franchi. Perché banalmente non puoi vedere gente, non puoi raccontare il libro e quello che stai facendo per davvero. È difficile spiegare per messaggio, o anche per telefono, quella che stai facendo e quello che sta succedendo. In tempi più semplici avrei potuto cogliere l’occasione per organizzare una bella festa, così da spiegare a voce il libro, come è organizzato il crowdfunding e rispondere a tutte le domande.

Domandare o non domandare? Questo è il problema

Ecco, le domande delle persone: molti non sono inibiti dal mezzo tecnologico e non si mettono a fare troppe domande, “se mando troppi messaggi la disturbo, magari se chiamo e lavora non va bene”. A un bar riempire la persona di domande non fa paura, perché sei lì apposta per parlare. Per quanto riguarda questo, state tranquilli: tempestatemi di messaggi e telefonate per farmi domande! Finché non mi chiamate di notte, va tutto bene.

Chiunque stia pubblicando un libro vuole raccontare tutto nei minimi dettagli, potesse vi racconterebbe anche il finale, ma ovviamente si trattiene perché altrimenti verrebbe fustigato sulla pubblica piazza per aver divulgato spoiler (e poi perché sa che se racconta tutto, chi lo legge il libro?).

Lo scoglio tecnologico

Parlare dal vivo è un conto, ma farlo online? È tutto un altro paio di maniche. Io sto utilizzando il mio piccolo blog, ma a questo punto si pone un altro problema: dovrei incentivare la lettura del mio blog per incentivare a pre-ordinare il libro; in pratica devo fare una doppia promozione!

“Fai dei video sui tuoi profili social”, dirà qualcuno. Sì, è una bella soluzione; c’è un però: non ho mai realizzato video in vita mia. Quindi sto cercando di cimentarmi con l’Editor Video di Microsoft, nella speranza di non far esplodere il computer. E soprattutto con l’aiuto di uno spritz per evitare l’imbarazzo.

È un casino, ma…

Sì, è difficilissimo. Però mi costringe a imparare cose nuove! Io sono una persona molto curiosa, che ha voglia di scoprire, quindi alla fine è bello. Comunque vada sarà un successo (ma noi cerchiamo di arrivare ai 200 pre-ordini, mi raccomando).

Rossana Pasian