“Aspiral” degli Epica: rinascita lirica e potenza sonora
- By: Rossana Pasian
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Aspiral è un album dove gli Epica riscrivono se stessi, rinunciando al superfluo per tornare al cuore del loro suono. Una tensione tra passato e futuro, luce e tenebra, introspezione e potenza.

C’è nei numeri una sacralità segreta: il nove è crescita, spiritualità, ritorno. È il nono album degli olandesi Epica, uscito l’11 aprile 2025, e il suo titolo, Aspiral, evoca proprio questa idea: un percorso circolare che evolve verso l’alto, un rinnovamento continuo che resiste, nonostante tutto.
Non credo di dovervi raccontare chi sono gli Epica, ormai sono famosi in tutto il mondo, anche per chi non bazzica nella scena metal, ma nel caso qui trovate un articolo che avevo scritto anni fa su di loro che contiene anche la loro storia.
I brani e le loro caratteristiche
In apertura, Cross the Divide rompe con consuetudini e forse esagera in energia: è un attacco sinfonico diretto, tra chitarre robuste e la voce di Simone Simons che irrompe con sicurezza . Non c’è lo sfarzo orchestrale dei tempi passati, ma un gesto musicale coraggioso che riconfigura la band su un suono più lineare e dinamico, assecondando anche ritmi groove o addirittura nu-metal.
Il tutto si increspa tra Arcana, Obsidian Heart e Eye of the Storm: in queste tracce convivono introspezione e potenza, fragilità e groove decisi. Arcana, col suo riff incalzante e il ritornello coinvolgente ispirato ai tarocchi, è moderna e antica allo stesso tempo. Obsidian Heart è enigmatico e avvolgente, Eye of the Storm incarna invece la piena potenza live.
Poi, la saga “A New Age Dawns”, finalmente ripresa dopo oltre un decennio da Consign to Oblivion e Design Your Universe , con tre tracce – Darkness Dies in Light (Pt. VII), Metanoia (Pt. VIII) e The Grand Saga of Existence (Pt. IX) – che sono il cuore complesso e concettuale dell’album. Qui scenari orchestrali, cori imponenti, growl e melodie si intrecciano in un discorso musicale in cui Epica riscopre la sua essenza più teatrale.

Non manca uno sguardo all’evoluzione interiore della band, come in T.I.M.E. (acronimo di Transformation, Integration, Metamorphosis, Evolution), singolo uscito il 12 marzo 2025. È più minimalista, riflessiva, ma con significati profondi: la morte dell’ego, il sogno di un cambiamento collettivo, evocazioni da fiabe dark alla Tim Burton. Anche Apparition segue su una dimensione spirituale, rarefatta.
Chiude l’album la title track, Aspiral, una ballad atmosferica: voce e silenzio, poche parole, molto spazio per sentire. Non è “The River” ma è un epilogo sottile, intenso, sospeso.
Il viaggio dell’ascoltatore
La vita sembra fatta di spirali: ciò che va distrutto per poter ricostruire. In Aspiral, gli Epica abbandonano per un momento la smania dell’iper-sinfonia e scelgono un suono più umano, più onesto. Le orchestrazioni lasciano spazio alle chitarre, alla voce di Simone Simons che si fa luminosa. Non un album sospeso tra virtuosismo ed eccesso, ma un oggetto dotato di respiro, ritmo, palpito.
Non è unanimemente adorato dalla scena metal: alcune recensioni ben ponderate notano mix troppo compressi o parti sperimentali meno convincenti. Ma Angry Metal Guy lo definisce una “triade emozionale”: ogni traccia respira, suona energica, è costruita perché resti. E non si può ignorare l’elogio unanime dei fan su Reddit: “Aspiral is without doubt Epica’s most accessible record yet, and it sacrifices none of their principles…” .
La mia canzone preferita
Dopo un attento ascolto dell’album, indubbiamente il brano che preferisco è Obsidian Heart, sia per il sound sia per il suo testo particolarmente enigmatico e malinconico. Buon ascolto!
Rossana Pasian