“Memorie del sottosuolo”: un viaggio nell’intimo dell’animo umano

Dostoevskij. Primi anni Sessanta dell'Ottocento. Foto di I. A. Goha
Dostoevskij. Primi anni Sessanta dell’Ottocento. Foto di I. A. Goha

Non sarà che l’uomo ama tanto il caos e la devastazione (e li ama, non c’è dubbio, li ama tanto, è un fatto), perché istintivamente ha paura di raggiungere il suo scopo e di completare l’edificio che sta costruendo? Che ne dite?

Cover Memorie del Sottosuolo

L’umiliazione, infatti, è una purificazione; è la più scottante e dolorosa preda coscienza!