La vita vale meno di un carico-scarico?
Quando siamo diventati così egocentrici ed egoisti? Forse lo siamo sempre stati, ma in questo momento storico mi sembra che le cose siano peggiorate. Davvero la vita del prossimo vale meno di un carico-scarico?

Qualche giorno fa mi è successa una cosa spiacevole: per l’ennesima volta un signore ha parcheggiato di fronte al mio garage, non permettendomi di utilizzare l’auto. Ho dovuto chiamare il 112 e fargli una bella ramanzina. Ma sembra non essere servito a nulla.
Questa persona ha continuato a giustificarsi che doveva portare solo la spesa alla madre, che erano solo due minuti (in realtà erano 20 minuti), che non mi conosceva quindi come sapeva come avvertirmi (a maggior ragione eviti di bloccare l’uscita e l’ingresso di qualcuno che non conosci). Ma il signore è riuscito a peggiorare la sua posizione: quando gli ho detto che per motivi di salute ho bisogno di avere l’accesso libero altrimenti avrebbe messo in pericolo la mia salute, ha risposto “quando succederà vedremo”, quasi alludendo che avrebbe di nuovo parcheggiato lì. Quindi la vita e la salute del prossimo vale meno della propria comodità di fare carico-scarico?
Quando siamo diventati così?
Questa bega condominiale (tra l’altro l’amministratore si è arrabbiato più di me) mi ha fatto riflettere. Quando siamo diventati così egoisti? Forse l’umanità lo è sempre stata (anzi, sicuramente), ma ora mi sembra che la cosa sia peggiorata nel nostro Paese. Di fronte a una donna che chiede di avere la libertà di utilizzare la sua proprietà senza problemi per delle emergenze, un uomo di più di 60 anni risponde fondamentalmente che non gli interessa, che il suo diritto di essere comodo vale di più.
Quando andavo alle elementari, le maestre insistevano molto su un concetto: “la mia libertà finisce quando inizia la tua”. Sembra però che per molte persone questa massima non esista: esiste solo la propria comodità, la propria libertà. Anche di fronte a un errore madornale, perché bloccare l’accesso a una proprietà privata è un reato del Codice Penale, alcune persone continuano a credere di essere nel giusto.
Gli errori fanno parte dell’animo umano, ma basta chiedere scusa. Perseverare è diabolico, si sa. La vita prevede numerosi problemi, evitare di crearne al prossimo è un atto di altruismo. Perché arriverà sempre il giorno in un cui si avrà bisogno delle altre persone, in cui un atto di gentilezza potrebbe salvare una persona, o anche solo migliorarne la giornata.
Quanto è bello pensare di avere fatto sorridere qualcuno? Quanto è bello pensare che una persona tornerà a casa dicendo “per fortuna che c’era quella persona che mi ha aiutata, mi ha fatto ridere, mi ha dato un bel consiglio”? Perché scegliere di comportarsi male e far tornare qualcuno dalla propria famiglia dicendo “ho incontrato una persona cattiva che mi ha fatto del male”? Questo modo di fare, tra l’altro, ha la conseguenza che quando si avrà bisogno nessuno verrà in aiuto, perché si ricorderanno del male fatto.
Quale impronta di noi vogliamo lasciare su questo pianeta? Vogliamo essere ricordati positivamente oppure come persone di cui nessuno sentirà la mancanza? Siamo una comunità, aiutarsi a vicenda ed essere gentili è importante per far funzionare la “macchina” della società. Mettere i bastoni in mezzo alle ruote, pretendere di avere tutti i diritti schiacciando quegli degli altri porta solo al caos e all’inferno in terra.
È questo il mondo che vogliamo lasciare alle future generazioni? Sicuramente non è quello che voglio lasciare io, preferisco un luogo di amore e gentilezza. Siate generosi e amorevoli con il prossimo, sempre. Un giorno potrebbe capitare a voi di aver bisogno di un gesto cordiale.
Rossana Pasian