“Il figlio del cimitero”: una favola gotica
Uscito nel 2008 dalla mente di Neil Gaiman, Il figlio del cimitero è una favola gotica che ha come protagonista Bod, un bambino cresciuto dai morti sepolti nel cimitero di una cittadina inglese, che avevano deciso di adottarlo per salvarlo dal terribile Jack.

Il gotico non fa parte dell’Ottocento, ma può essere un genere vivo (parola ambigua per il genere) anche nel XXI secolo. Ne è un esempio Il figlio del cimitero di Neil Gaiman, romanzo uscito nel 2008 ma già nella mente dell’autore dal 1985.
Ognuno degli otto capitoli è una storia breve, ambientata a distanza di due anni dalla precedente, seguendo la crescita del protagonista, da uno a 15 anni.
La trama de Il figlio del cimitero racconta di Nobody Owens, detto Bod, rimane orfano in seguito all’assassinio della sua famiglia per mano di Jack del Mazzo. Lo spirito della madre, tuttavia, lo affida ai coniugi Owens, defunti quindi degli spiriti anch’essi, che lo crescono in un cimitero insieme ad altre creature soprannaturali. Il piccolo Bod sviluppa poteri speciali e cresce insieme alla sua strana famiglia.
Il suo tutore è Silas, un misterioso personaggio né morto né vivo, molto criptico e col potere di far perdere la memoria agli esseri umani. La sua maestra è Miss Lupescu, un licantropo russo (anche se a lei piace definirsi “Mastino di Dio”). La sua migliore amica e confidente fra i fantasmi, è una strega sotterrata sotto un terreno sconsacrato, Liza.
La sua famiglia gli impedisce di passare il confine tra il cimitero e la Città Vecchia, per un motivo a Bod sconosciuto.
– Già. – Silas esitò. – Proprio così. E in gran misura, hanno chiuso i conti con il mondo. Ma tu no; tu sei vivo, Bod. Questo significa che hai potenzialità infinite. Puoi fare qualsiasi cosa, realizzare qualsiasi cosa, sognare qualsiasi cosa. Se tu cambi il mondo, il mondo cambierà. Potenzialità. Quando si muore, è tutto concluso. Finito. Hai fatto quel che hai fatto, sognato il tuo sogno, scritto il tuo nome. Potrai essere sepolto qui, potrai persino camminare. Ma quelle potenzialità saranno esaurite.
Una storia di crescita
Il figlio del cimitero è un romanzo pregno di cose, con molti livelli di lettura. Una di queste è la crescita di Bod. In effetti, siamo di fronte a un “classico” romanzo di formazione: vediamo il protagonista diventare grande, attraverso diverse avventure e pericoli.
Gli abitanti del cimitero possono insegnarli molto, sono la memoria storica del mondo e possono quindi insegnare molto a Bod. Ma non c’è futuro nel passato: non possono spiegare al bambino, e poi ragazzino, il mondo contemporaneo. Ma lui ne è inesorabilmente attirato: appartiene al futuro, al mondo fuori dal cimitero. Nel suo percorso di crescita, Bod vuole emanciparsi dai suoi genitori adottivi, come tutti i figli.
Il suo tutore, Silas, è per molto tempo l’unico legame con il mondo esterno al cimitero: è colui che gli porta il cibo e i vestiti, che può uscire e spiegargli come si vive fuori. Ma anche Scarlett, una bambina viva con cui gioca da molto piccolo e che ritrova una volta cresciuto: gli farà scoprire l’amicizia, ma anche che non tutti possono capirti e starti accanto.
Il figlio del cimitero è una favola gotica, complessa e malinconica, come può esserlo un cimitero. Vediamo Bod crescere, scontrarsi con le generazioni passate e le cattiverie del presente; lo vediamo piangere e ridere, disperarsi per lo studio e combattere contro le ingiustizie. Scopriamo, insomma, la bellezza della vita. Che può sbocciare anche in un cimitero.
– Voglio vedere la vita – annunciò Bod. – Voglio stringerla tra le mani. Voglio lasciare un’impronta sulla sabbia di un’isola deserta. Voglio giocare a pallone con la gente. Voglio… – disse, poi si interruppe per pensare. – Voglio tutto.
Buona lettura!
Rossana Pasian
- Autore: Neil Gaiman
- Titolo: Il figlio del cimitero
- Casa editrice: Mondadori, edizione 2021
- Titolo originale: The Graveyard Book
- Traduzione: Giuseppe Iacobaci
- Prima edizione originale: Bloomsbury, 2008