Undicésima pontà – La formazione del negativo
La formazione del negativo in piemontese è molto diversa da quella in italiano; anzi, a complicare le cose c’è il fatto che ci sono ben due modalità per la forma negativa! Vediamo come funziona…

Come si forma il negativo in piemontese? La risposta è un po’ più articolata rispetto al suo corrispettivo in italiano: non c’è solo una forma, ma due. Secondo il canone hanno due utilizzi leggermente diversi, ma non è una regola fissa. Continuiamo allora il nostro viaggio all’interno della lingua piemontese, con questa undicésima pontà!
Le particelle negative in piemontese sono, quindi, due: nen e pa. La più utilizzata è nen, mentre pa è un po’ meno diffusa, utilizzata soprattutto nelle zone di montagna della provincia di Torino. Nel resto del piemontese, però, pa viene utilizzato come il “mica” italiano, ma senza l’utilizzo della doppia negazione come in italiano.
Altra differenza con l’italiano è la posizione della particella negativa: non precede il verbo, ma segue il verbo; nel caso di tempi composti, è messo tra ausiliare e verbo reggente. Assomiglia quindi molto di più al modo francese, rispetto a quello italiano; sicuramente complice il fatto che Piemonte e Francia sono vicini di casa!
Esempi
Come sempre, vediamo qualche esempi dal nostro compagno di viaggio Ël cit prinsi di Antoine de Saint-Exupéry, traduzione piemontese di Il piccolo principe.
- Lòn ch’i tnoma da cont a l’è mach la montagna, ch’a cambia nen
- Noi i marcoma nen le fior
- Vojàutre i jë smije pròpi nen a mia reusa, vojàutre i seve pa ancor gnente.
- Antlora mi i l’hai pa capì gnente!
- I peuss nen porteme dapress sto còrp.
- Le scòrse veje a-j fan pa pen-a a gnun!
Rossana Pasian
Se vuoi saperne di più…
- I libri che utilizzo:
- Michele Bonavero (a cura di), Vocabolario piemontese sacociàbil, ed. Il Punto – Piemonte in Bancarella, Torino 2014.
- Antoine de Saint-Exupéry, Ël Cit Prinsi, ed. Il Punto – Piemonte in Bancarella & Gioventura Piemontèisa, Torino 2005, trad. Adriana Chiabrando Le petite prince, ed. Gallimard 1946.
- Siti di riferimento: