“L’Ickabog”: una fiaba politica

Uscito in Italia per Salani a novembre 2020, L’Ickabog è l’ultimo romanzo di JK Rowling, la mamma di Harry Potter. Si tratta di una “fiaba politica”, dove il fantasy si mescola a loschi intrecci di palazzo e di governo.

Grafia del titolo

Vivevano nel regno più felice del mondo. Cosa avrebbe mai potuto fare di male l’Ickabog?

Pensato per bambini dai 6 anni in su, L’Ickabog comunque non è una fiaba banale e infantile. Al suo interno si parla sì di paesi fantastici, re e mostri, ma anche, se non soprattutto, di politica. Il perno attorno cui gira è: quanto può spingersi in là una persona (e una bugia) pur di guadagnare potere?

La trama

Alla vigilia della visita del re del vicino paese di Pluritania, la sarta di corte Di Maggio muore per il troppo lavoro. Il re Teo il Temerario, pur imbarazzato e sentendosi in colpa, rifiuta di visitare la famiglia della sarta, cosa che amareggia Margherita, la figlia della sarta, e suo padre Michele. Questo porta a un litigio tra Margherita e il suo amico Robi Raggianti, il figlio del maggiore, che invece adora il re. Sentito del litigio, Teo decide di essere meno egocentrico.

Ma quando un pastore delle Paludi implora il re di liberare il paese dall’Ickabog, un mostro leggendario in cui ormai nessuno credeva più, re Teo coglie al volo l’occasione di dimostrare il suo valore, cavalcando immediatamente verso nord. Tuttavia, a causa dell’impetuosità di Teo, che vede (o crede di vedere il mostro) si verifica un incidente: il maggiore Raggianti viene accidentalmente colpito da Lord Flappone, uno dei consiglieri del re. Vedendo l’opportunità di prendere il controllo del regno e diventare più ricco, Lord Scaracchino, alleato di Flappone, finge che Raggianti sia stato ucciso dall’Ickabog, spaventando Teo e il resto dell’esercito.

Al loro ritorno, tre soldati sollevano obiezioni alla storia. Lisca d’Aringa, il consigliere personale del re, viene assassinato e i tre soldati vengono imprigionati e sottoposti a un falso processo, rovinando il loro nome. Una pesante tassa viene imposta al paese, per pagare una Brigata Anti-Ickabog. Re Teo viene costretto a rimanere nella capitale, per evitare che veda la povertà che la tassa ha causato. Lord Scaracchino, il nuovo consigliere capo, fa rapire i Di Maggio: Michele viene mandato in prigione e costretto a incidere i piedi di Ickabog per fingere attacchi ai dissidenti; Margherita, invece, finisce nell’orfanotrofio della cattivissima Ma’ Grugna.

Passano diversi anni, con la tassa che raddoppia, apparentemente per pagare più soldati. Robi e sua madre, Roberta Raggianti, scoprono il complotto di Scaracchino dopo che il ragazzino scopre un piede di Ickabog in miniatura. Quando tenta di rivelare il complotto al re, viene rapita e messa nei sotterranei. Da lì, la donna creerà una vera e propria resistenza, e a tirar fuori dalla follia, causata dai molti anni di prigionia, Michele di Maggio. Robi fugge, mentre il maggiore Blatta tenta invano di catturarlo. Arrivato nella città di Jeroboam, incontra Bernardo Blatta, che gli dice che Scaracchino ha ucciso suo padre e imprigionato la sua famiglia dopo che quest’ultimo non è riuscito a catturare Robi. Tuttavia, prima che i due possano andare da qualche parte, vengono catturati e portati da Ma’ Grugna, dove Robi e Margherita si ritrovano e fanno pace.

I tre ragazzini, a cui si aggiunge Marta, un’altra ospite dell’orfanotrofio, fuggono per andare nelle Paludi e scoprire la verità sull’Ickabog. Una volta giunti lì, scoprono che la Brigata Anti-Ickabog non c’è per il troppo freddo, che li fa svenire. Mentre sono incoscienti, il vero Ickabog li porta nella sua caverna. Robi, Bernardo e Marta sono spaventati, ma Margherita decide di conoscere meglio il mostro e scopre che a breve da esso nascerà un nuovo gruppo di Ickabog. Poiché i sentimenti provati dall’Ickabog genitore morente influenzano quelli della sua nuova nidiata, l’Ickabog progetta di mangiare i quattro durante la nascita, per assicurarsi che i suoi figli, gli Ickaboggoli, che normalmente mangerebbero solo funghi, diventino mangiatori di uomini, per vendicarsi e spazzare via gli umani, la causa della quasi estinzione della sua specie. Margherita non vuole che questo succeda, ma convince l’Ickabog e i suoi amici a mostrare alla gente che il vero mostro è Lord Scaracchino, cosicché che i piccoli che arriveranno con la Nascenza verranno al mondo circondati di amore e non di odio.

Come andrà? E cosa sta succedendo intanto nella capitale? NO SPOILER!

copertina l'ickabog

Politici corrotti e politici pigri

Quando cominci a mentire non puoi più smettere, e poi è come essere il capitano di una nave che fa acqua da tutte le parti, sempre a tappare buchi per non affondare.

La voglia di potere, quindi, è talmente grande in Lord Scaracchino che porta all’estremo una bugia, o un fatto non verificato, tanto da trasformare il felice e ricco regno di Cornucopia in una dittatura del terrore. Il re, che di temerario non ha nulla, è troppo preso da sé e dalle sue comodità per fare qualcosa: lui sa i non aver affrontato il mostro, ma fa finta di nulla per non dover ammettere che non era temerario. Senza contare che la spedizione da cui tutti parte è avvenuta solo perché ha sentito una bambina parlar male di lui.

Il racconto mostra come nasce una dittatura in un paese apparentemente perfetto: chi dovrebbe vigilare, cioè il re, non fa il suo dovere; creare la paura di una minaccia esterna (l’Ickabog) e di una interna (chi non crede nell’Ickabog); persone che non controllano le notizie e si fanno condizionare. Cornucopia diventa un luogo povero e infelice, dove i bambini vengono maltrattati per ottenere ricavi economici, i vicini sono l’uni contro gli altri e le persone non sanno come sopravvivere. Pian piano, la gente è assuefatta dalla paura e dal dolore, e non si ribella. Inoltre, non conosce nient’altro oltre al proprio regno perfetto, quindi è facile condizionarla.

Creare lo spauracchio di una minaccia esterna è una tecnica di controllo vecchia come il mondo: dire alle persone che ciò che si sta facendo è per il loro bene e che serve a proteggerli da un cattivo esterno permette a chi detiene il potere di giustificare ogni azione; pensiamo a Hitler e agli ebrei, il concetto è lo stesso.

In un clima del genere, la gente normale si impoverisce e pochi si arricchiscono. Per uscire da questa situazione c’è bisogno di più eroi, che davvero amano il proprio paese, che escano dal torpore mentale e indaghino sui fatti, cosa che nessuno di coloro che avrebbe dovuto fare ha fatto. Chi indaga sulle parole di Scaracchino e Flappone? Chi sulla morte di Raggianti? Nessuno, invece tutti accettano la loro versione. Tranne i primi tre militari e poi la signora Raggianti, che diventano i partigiani di Cornucopia.

Quella sera però avrebbe voluto credere anche lei nel mostro, invece che nella malvagità umana che aveva visto negli occhi di Lord Scaracchino.

La nascenza

Forse sperimentano una sorta di Nascenza quando cambiamo, nel bene o nel male.

Noi nasciamo davvero quando cambiamo, non nel momento in cui veniamo al mondo. Quando diventiamo consapevoli del mondo che ci circonda, ne veniamo influenzati: gli Ickaboggoli, infatti, sviluppano la propria personalità a seconda di quello che vedono non appena nascono; se è amore, saranno Ickabog buoni, altrimenti se vedono cose negative saranno aggressivi.

Ma è possibile cambiare il Male in Bene? Questa è una delle domande che il libro ci pone, e ha diverse risposte a seconda del personaggio a cui si chiede. L’Ickabog è convinto che solo il momento della nascita e come lui si sentirà plasmerà i suoi piccoli. Margherita, invece, è convinta che non sia solo quello: certo, è una partenza importante, ma non basta e il cambiamento è sempre possibile. In lei c’è la speranza, quella che davvero può fare la differenza per la salvezza o meno di Cornucopia.

disegno di Ickabog e Margherita
Uno dei disegni vincitori che corredano il libro.

Quando scrittore e umano si dividono

Ora capisci che la gente… la maggior parte, comunque… non è crudele o malvagia. Perlopiù è triste o stanca. E se ti conoscessero… se sapessero che sei gentile, che non mangi altro che funghi, capirebbero quanto è sciocco avere paura di te. Sono sicura che vorrebbero tutti che lasciassi la palude insieme ai tuoi Ickaboggoli e tornassi nei prati dove vivevano i tuoi antenati, dove ci sono funghi più grossi e più buoni. E che i tuoi discendenti vivessero con noi, da amici.

Margherita, come si diceva nella sinossi, è decisa a voler far uscire l’Ickabog dall’ombra, convincere le persone della sua bontà e far nascere i piccoli nell’amore e nell’amicizia. Qui la scrittrice, evidentemente, incita ad accettare il diverso, conoscerlo per non averne paura, ed evitare di continuare il circolo vizioso di violenza e povertà in cui è entrato Cornucopia.

Qui vedo una divisione tra chi scrive e la persona. Come molti sanno, JK Rowling è stata protagonista di molte critiche a causa delle sue visioni transfobiche espresse su Twitter: la scrittrice che nei suoi libri parla di accettare ciò che è diverso da noi, nuovo e sconosciuto, non averne paura e farci amicizia, nella realtà scivola su queste cose? Tra l’altro, il personaggio dell’Ickabog non ha un genere, ma è allo stesso tempo maschio e femmina: cresce la pancia come in una gravidanza, ma si rivolgono a lui al maschile. Quindi in realtà la figura dell’Ickabog è molto vicino al mondo trans in un certo senso. Allora perché?

Perché, come tutti noi, è umana e quindi fallibile. Non è il primo personaggio della cultura che nella realtà si comporta in modo ambiguo o compie azioni riprovevoli. Che fare allora? Una risposta, che non per forza è quella giusta, può essere separare le due figure, separare l’opera dallo scrittore e dalla sua vita, senza idolatrare la sua figura umana.

Ci sarebbero ancora tantissime cose da dire su questo libro, che ometto altrimenti farei spoiler. Consiglio: se leggerete il libro, una volta arrivati alla fine guardate bene tutti i simboli nella copertina.

Buona lettura!

Rossana Pasian

Se vuoi saperne di più…

Il sito web dedicato al libro: www.theickabog.com