Stare fermi per andare avanti: “Da qualche parte starò fermo ad aspettare te” di Lorenza Stroppa

Da qualche parte starò fermo ad aspettare te è un romanzo scritto da Lorenza Stroppa, uscito per Mondadori a inizio 2020. I due protagonisti, Giulia e Diego, sembrano fermi, come se aspettassero che la vita passi, ma in realtà, dentro di loro, stanno andando avanti verso il futuro.

Venezia è una città particolare, dove strade e canali si confondono. E dove le vite scorrono e si incrociano come le strade d’acqua della città. Anche se l’acqua della laguna sembra ferma, quasi stagnante a volte; “eppure si muove, o sicuramente fa muovere. Ed è quello che succede ai due protagonisti, Giulia e Diego, i cui punti di vista si alternando di continuo come se finissero l’uno la parola dell’altra e viceversa, del romanzo Da qualche parte starò fermo ad aspettare te scritto da Lorenza Stroppa e pubblicato da Mondadori a inizio 2020.

Il titolo è tratto dal verso finale del poemetto di Walt Whitman Song of Myself, componimento che è un inno alla vita in ogni sua forma, un inno al passato, al presente e al futuro.

I stop somewhere waiting for you.

Acqua che sembra ferma ma scorre e l’inno alla vita: sono queste, secondo me, due importanti chiavi di lettura di questo romanzo, e soprattutto dei due protagonisti.

Giulia e Diego: fermi ma in movimento

Giulia è una pittrice con un passato molto difficile, e il cui presente sembra statico, tanto da preoccupare le persone che le vogliono bene. Diego, editor in una casa editrice veneziana, è il classico tombeur de femmes, un uomo che non vuole mettere radici e rifiuta qualsiasi legame sentimentale: statico nel suo rifiuto della staticità.

Le vite di Giulia e Diego si incrociano per caso, quando lei perde la propria agenda al supermercato e lui la trova. Invece di riconsegnarla, Diego segue Giulia nella sua to-do-list, riuscendo a conoscerla e a frequentarla.

Ma ora è lei a rifiutare la staticità con lui, che è invece è ammaliato totalmente da lei, cosa che inizia a scalfire il suo cuore di pietra. Giulia non ha tempo per perdersi in una relazione seria perché ha dei passi da compiere, che la porteranno al giorno ROSSO.

Le loro vite si smuovono, ma non si intrecciano completamente: i loro non detti sono macigni, che non permettono di conoscersi del tutto. O, forse, proprio perché è un rapporto libero da influenze passate, almeno in apparenza, può essere il più intenso della loro vita.

Quante volte possiamo romperci e ricostruirci? Anche se fuori sembra tutto a posto, riparato, in realtà le crepe restano dentro, invisibili, sono come delle cicatrici mai del tutto rimarginate che, al minimo tremolio, minacciano di riaprirsi.

Rosso: inno alla vita  

Il rosso del tramonto sulle dune è qualcosa di vivo, è di tonalità spessa, piena di luce, pastosa come un bicchiere di porto. Riempie tutto. È un rosso a cui non puoi sfuggire, che ti prende e ti mette a nudo. Uno specchio in cui vedi riflesse tutte le tue speranze e le tue paure.

La to-do-list di Giulia conduce al colore rosso, un colore che lei non utilizza più nei suoi quadri e ha bandito dove possibile. Il rosso è vita, è passione: cose che sembrano essere scomparse nella vita di Giulia. Ma il colore rosso rappresenta anche il sangue e la morte.

Cos’è, però, per Giulia il colore rosso? Qual è il simbolo per lei? Se lo chiede Diego, che da buon redattore cerca senza sosta il filo del racconto della vita di Giulia e il simbolismo che la muove.

La gente vive di simboli, danno fiducia, sono esempi da seguire…

Giulia e Diego si rincorrono, e corrono lontani dal proprio passato e verso il futuro. Ma come sarà il futuro (rosso) che li attende? Ora sta a voi scoprirlo, leggendo il romanzo.

Buona lettura!

Rossana Pasian

  • Autrice: Lorenza Stroppa
  • Titolo: Da qualche parte starò fermo ad aspettare te
  • Editore: Mondadori
  • Collana: Collezione Narrative
  • Pagine: 273

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