“Enter my private chambers”: erotic metal?
- By: Rossana Pasian
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Ci sono tanti generi che rientrano nell’universo metal: symphonic metal, gothic metal, power metal… e perché non potrebbe esserci l’erotic metal? Qualche canzone forse c’è, per esempio Enter dei Within Temptation: una musica e un testo che ricordano atmosfere gotiche, fantasy, ma anche erotiche e sensuali. Ecco la mia teoria.

Quando andavo al liceo impazzivo per i Within Temptation. Sono stati la mia colonna sonora per anni, tanto che alcuni libri mi rimandano in automatico a delle loro canzoni e viceversa. La band, nata negli anni Novanta, è partita con il genere gothic metal, per poi passare al symphonic metal, e ora si autodefiniscono symphonic rock. Non si può dire che non amino sperimentare e mescolare generi, infatti nell’album Hydra del 2014 hanno collaborato sia con la cantante lirica e metal Tarja Turunen sia con il rapper Xzibit.
Li avevo persi un po’ di vista negli anni, e recentemente ho ricominciato ad ascoltarli, anche se non come quando ero ragazzina.
Il primo album
Il loro primo album di studio è Enter, pubblicato nel 1997, e contiene otto tracce tra cui quella che gli dà il nome. Si tratta di una canzone di ben 7:15 minuti, per certi versi cupa dal punto di vista strumentale, con un ritmo cadenzato e molti growl di Robert Westerholt, a cui fa da contraltare la voce cristallina della cantante Sharon den Adel. Queste sono tutte caratteristiche che si trovano anche nelle altre canzoni contenute nell’album, così come i testi che rimandano ad atmosfere gotiche.
Leggiamo il testo di Enter e la sua traduzione.
The gates of time have opened,
Now, its chains are broken.
An ancient force unleashed again.
As I enter the portal,
I feel the enchantment.
It takes me away, away from here.
Come near me,
enter my private chambers.
I want to feel the warmth on my face,
light-in darkness,
lift me up from here.
Give me your wings,
to flee from my ivory tower.
I cancelli del tempo si sono aperti,
ora, le sue catene sono rotte.
Una forza antica è stata liberata.
Mentre entro dal portone,
sento l’incantesimo.
Mi porta via, via da qui.
Vieni vicino a me,
entra nelle mie stanze private.
Voglio sentire il calore sul mio viso,
illumina l’oscurità,
sollevami da qui.
Dammi le tue ali,
per poter fuggire dalla mia torre d’avorio.
La me quindicenne l’aveva interpretato come un testo puramente goth-fantasy. Molti anni dopo ci ho visto dell’altro. Notando sia il testo sia come è cadenzata la musica, ho iniziato a pensare che in realtà questa canzone parli di un amplesso (in questo caso tra un uomo e una donna).
Cercherò ora di spiegare la mia teoria, senza scadere nel pornografico, promesso.
Musica e testo erotici
La parte strumentale
Partiamo dalla melodia e dal ritmo. La canzone inizia con qualche rullo di batteria, per poi partire in modo esplosivo aggiungendo gli altri strumenti, tra cui la fanno da padrone violini e chitarre elettriche. Il ritmo è molto ipnotico, come se cercasse di farti entrare in trance e in un mondo parallelo, tranne qualche breve pausa molto dolce e calma. Si alternano i growl di Robert Westerholt e la voce angelica di Sharon den Adel (che tra l’altro sono marito e moglie), come se fossero in dialogo. Il finale è totalmente strumentale: dopo l’ipnotismo di tutta la canzone, ecco che arriva un momento pieno di più tensione, finché si arriva a un climax molto ritmato, dove gli strumenti sembrano quasi riprodurre un cuore che batte in modo accelerato. Dopodiché la tensione si scioglie, pian piano muore l’ultima nota della chitarra e la batteria rallenta sempre più.
Credo che ritmo e melodia vogliano ripercorrere le stesse fasi di un rapporto sessuale. Subito dopo il rullo della batteria, la calma prima della “tempesta”, ecco lo scoppio degli strumenti come se fosse lo scoppio della passione; poi l’ipnotismo, il tempo in cui la mente va in trance e sei completamente assorbito dal momento, in dialogo con l’altro con cui lo stai condividendo; infine, la tensione di sapere che si sta per arrivare al finale, cioè l’orgasmo, finché ecco il climax, il momento di massimo piacere, che finisce con lo stesso rullo di tamburi che segna il ritorno alla calma iniziale.
Il testo
Passiamo ora al testo. Sarò abbastanza schematica, perché credo sia il modo migliore per mostrare la corrispondenza. Il primo a cantare è l’uomo. “The gates of time have opened,/Now, its chains are broken”: lui è “entrato” (che poi è il verbo che dà il titolo della canzone) dentro la camera di lei, che potrebbe significare la stanza vera propria, oppure la vagina. “An ancient force unleashed again./As I enter the portal,/I feel the enchantment”: l’antica forza dell’eros viene scatenata, la può sentire scorrere in lui e nella donna. “It takes me away, away from here”: ecco il momento di trance, il sesso gli sta svuotando la mente lo sta portando virtualmente via dal mondo.
Si passa poi alla voce femminile. “Come near me,/enter my private chambers”: questi due versi corrispondono ai primi due cantanti da lui, lei gli sta dicendo di avvicinarsi e di entrare dentro. “I want to feel the warmth on my face/light-in darkness”: lei vuole sentire il calore del corpo di lui, che la accenda nell’oscurità della camera. “Lift me up from here./Give me your wings,/to flee from my ivory tower.”: corrisponde al verso cantato da lui “It takes me away, away from here”, il momento li sta assorbendo e non pensano più a nient’altro; lei sta mentalmente volando via grazie a lui, e si libera di tutto ciò che la rende prigioniera quando la sua mente è lucida.

Altre interpretazioni
Questa lettura della canzone è una mia teoria, altri ci hanno visto cose molto diverse, e molto più vicini al fantasy e al gotico che il sound dell’intero album evoca. Per esempio, per alcuni Enter è in realtà un rimando al poemetto The Lady of Shalott di Alfred Tennyson, datato 1833, e a sua volta tratto da una novella medievale. Parla di una donna innamorata di Lancillotto, costretta da una maledizione (o almeno lei è convinta di essere maledetta) a vivere isolata in una torre d’avorio e di essere destinata a morire se volgerà lo sguardo in direzione di Camelot. L’unico suo modo di vedere il mondo esterno è attraverso uno specchio distorto, e tesse ciò che vede su una tela magica. Un giorno vede Lancillotto nel suo specchio, e non resiste alla tentazione e gira lo sguardo su di lui… e su Camelot. A quel punto, esce dalla sua torre, trova una barca sulla quale scrive il suo nome, e si lascia trasportare dal fiume verso Camelot. Vi giunge morta.
Secondo altri, nella canzone si parla di illusioni e sogni irrealizzabili che ci tengono prigionieri nella nostra torre d’avorio. O ancora, rappresenta il passato che ci aiuta a illuminarci ed elevarci verso una conoscenza più alta, liberandoci dalla torre d’avorio delle falsità.
È senza dubbio una canzone affascinante e misteriosa, che lascia spazio alla fantasia e permette a ognuno di noi di vedere un diverso punto di vista a seconda della propria sensibilità.
Non mi resta che lasciarvi all’ascolto di Enter. Chissà cosa sentirete voi!
Buon ascolto!
Rossana Pasian
Per saperne di più…
Sito ufficiale dei Within Temptation: www.within-temptation.com