BOOK PRIDE: la mia prima fiera da autrice

Dal 4 al 6 marzo, a Milano, si è tenuta la fiera nazionale dell’editoria indipendente BOOK PRIDE. La mia prima fiera da autrice! Vi racconto come è andata.

Credits: Elisa Scotti

Non ero mai stata a BOOK PRIDE, eppure c’è da qualche anno, infatti nel 2022 si è svolta la sesta edizione. BOOK PRIDE è una fiera nazionale dell’editoria indipendente, che si svolge a Milano (a marzo) e Genova (a settembre). Ovviamente, negli ultimi due anni ha subito il fermo della pandemia, quindi era dal 2019 che non si riusciva più a organizzarla. È stato quindi un momento emozionante, per chi è un frequentatore da anni e per gli editori, il potersi finalmente ritrovare come prima, scambiarsi idee, incontrare persone e parlare di editoria indipendente vis-à-vis. Ma per me ha un valore speciale: è stata la prima volta che ho visto il mio romanzo a uno stand, a disposizione di tutti i lettori.

La casa editrice con cui ho pubblicato Dolori postumi, bookabook, era presente con un suo stand, cosa che mi ha spinto a raggiungere Milano anche il sabato. È stata una giornata piena, ovviamente non l’ho passata a fissare il mio romanzo, ma ho fatto una cosa ben più importante: ho finalmente conosciuto gli scrittori con cui ho fatto amicizia in questo folle anno.

La bookabook squad

Il 5 marzo 2021 partiva la campagna di crowdfunding per il mio romanzo; se fosse arrivato a 200 copie pre-ordinate, il testo sarebbe stato pubblicato, quindi sarebbe passato sotto le mani di un editor, dei grafici eccetera. Sono partita da sola, senza sapere esattamente come fare e senza conoscere qualcuno che avesse avuto la mia stessa esperienza. Avevo capito che i social network potevano darmi una grossa mano nel farmi conoscere, e soprattutto erano un ottimo canale per comunicare il mio libro.

Su Instagram, la piattaforma al momento migliore per comunicare i libri, scopro che esistono tante persone che come me stanno lottando per raggiungere il goal dei 200 libri. Infatti, un giorno ricevo un invito a entrare in un gruppo di “supporto”, dove altri aspiranti autori pubblicati come me si scambiano consigli e idee. A quel punto, per me e Dolori postumi si apre un mondo fatto di dirette in compagnia, informazioni di qualunque tipo, idee e consigli da diversi punti di vista, e anche supporto morale nei momenti di scoramento.

Ho avuto questa grande fortuna di incontrare persone con cui condividere le gioie e i dolori del crowdfunding e della pubblicazione. Vederli finalmente dal vivo, senza che ci fosse uno schermo in mezzo, è stato fantastico, considerando anche i due anni da cui noi tutti arriviamo. È stato come se ci conoscessimo da molto (beh, più o meno è così), e la giornata è volata via in un battibaleno. Abbiamo avuto anche l’occasione di parlare dei nostri libri, e fare un po’ di promozione (a volte anche un po’ aggressiva, lo ammetto).

Trovare un gruppo del genere non è semplice: purtroppo, aleggia molta invidia nel mondo degli scrittori, in particolare quelli esordienti. Mi sono data come spiegazione il fatto che, essendo molto difficile emergere, molti scelgano la via dello sgomitare per farsi strada. Noi, invece, abbiamo preferito quella del buon vecchio adagio “l’unione fa la forza”. E continueremo a percorrere questa via.

Pesce grande mangia pesce piccolo

Un grosso problema dell’editoria in Italia (ma non solo) è quello della sovrabbondanza di libri e del grande potere che i nomi grossi hanno sul mercato. Detto da una scrittrice può sembrare sospetto, ma è vero: siamo in troppi a scrivere libri. O meglio, ci sono troppe persone che credono di poter sfondare con un proprio romanzo, senza però avere nemmeno gli strumenti per scriverlo. Questo si vede nei numeri dei lettori: ci sono pochi lettori, a fronte di un esercito immenso di aspiranti scrittori. Come è possibile? Temo che molte persone vogliano scrivere e pubblicare solo per il sogno della fama, e non perché hanno una storia da raccontare (un po’ come il protagonista del mio libro). Questo intasa il mercato, che sarebbe già di per sé difficile da navigare.

Come in ogni contesto, il pesce grande mangia il pesce piccolo. Significa che i nomi più noti ed economicamente più forti la fanno da padrone, fagocitando tutto il resto. Perché una persona, che magari non legge molto in media, dovrebbe comprare il libro di un esordiente sconosciuto pubblicato da una piccola casa editrice, quando è uscito un nuovo libro di una persona famosa pubblicato da una casa editrice illustre? Dove piazza i soldi? Generalmente, sul secondo libro. Eppure molti esordienti hanno storie da raccontare molto più belle e interessanti di alcuni nomi importanti (non sto parlando di grandi scrittori, anche se pure loro a volta non azzeccano un libro).

Cosa possono fare i lettori? Andare oltre la superficie, scoprire piccole realtà e scrittori sconosciuti, facendosi guidare più dall’istinto che dalla moda. E le fiere come BOOK PRIDE, in questo senso, sono un ottimo momento di scoperta: invece di andare nei grossi stand dei nomi noti, andate a fare due chiacchiere con gli editori di qualche piccola realtà. Troverete un mondo di storie ad attendervi.

Buona lettura!

Rossana Pasian