Mitologia norrena in metal: “Frøya’s Theme”
La musica metal si rifà molto spesso alla mitologia nordica, prendendone temi e leggende, a volte utilizzando anche lingue antiche. Un esempio è Frøya’s Theme della band tedesco-norvegese Leaves’ Eyes: il brano è dedicato a Freia, come si scrive in italiano, dea molto importante dell’olimpo norreno.

È il 2009 quando esce l’album Njord, il terzo in studio della band tedesco-norvegese metal Leaves’ Eyes. Il nome deriva da Njörðr, il dio norreno dei mari e delle terre fertili attorno alle coste: già da questo dettaglio è chiaro che tutto su tutto l’album, la mitologia nordica ha un’influenza molto importante, e sarà la protagonista di ogni traccia. Io vorrei raccontarvene in particolare una, Frøya’s Theme: la canzone parla di Freia (Frøya in norvegese), dea norrena di amore, bellezza, fertilità, sesso, guerra, oro e magia seiðr, ed è figlia proprio di Njörðr.
Prima di raccontarvi in dettaglio di Frøya e della canzone a lei dedicata, vorrei presentarvi la band Leaves’ Eyes, penso molto poco conosciuta ai più, soprattutto chi non è amante del genere.
La storia dei Leaves’ Eyes
I Leaves’ Eyes vengono fondati nel 2003 da Liv Kristine, ex cantante dei Theatre of Tragedy, e da alcuni musicisti degli Atrocity, Alexander Krull, Thorsten Bauer, Mathias Röderer e Chris Lukhaup. Debuttano ufficialmente nel 2004, con l’uscita del loro primo album Lovelorn, appartenente al genere gothic metal; già in questo lavoro, si sente la forte influenza della cultura norvegese e della mitologia norrena sulle canzoni, e questo aspetto diventerà sempre più importante della loro produzione. Nel 2005 esce Vinland Saga, che porta la band a identificarsi nel metal sinfonico, un concept album dedicato all’esploratore norvegese/islandese Leif Erikson, che si pensa che nel X-XI secolo sia stato il primo europeo ad arrivare sul continente americano.
Nel 2009 arriva Njord, album apprezzato dalla critica e di nuovo dal sapore sinfonico, dove la band fa un massiccio uso dell’orchestra. Già nel 2010 è pronto l’album successivo, Meredead, che combina gli elementi folkloristici dei due precedenti album e introduce l’utilizzo di strumenti musicali tradizionali irlandesi e nordici. Il quinto album in studio, Symphonies of the Night, esce nel 2014, ed è ispirato al Lago dei Cigni di Chaikovsky; oltre agli elementi norvegesi, le canzoni sono legate anche a Shakespeare, al folklore irlandese e francese. Nel 2015 esce King of Kings, un concept album dedicato alla figura di Harald Hårfagre, primo re della Norvegia, vissuto tra il IX e il X secolo d.C; questo è l’ultimo album con la cantante Liv Kristine, che fino a quel momento era la paroliera di tutti gli album della band, che da questo momento cambia, inevitabilmente, stile.
Nel 2016 i Leaves’ Eyes annunciano che Liv Kristine viene sostituita dalla finlandese Elina Siirala. È stato un cambio un po’ travagliato: la precedente cantante ha detto di essere stata licenziata e di aver fatto partire un procedimento legale. Con la nuova front leader, escono nel 2018 Sign of the Dragon e nel 2020 The Last Viking, più vicini al genere del folk metal.

Frøya’s Theme e la leggenda
Tornando alla dea Frøya (chiamata anche Freyja, Gefn, Hǫrn, Mardǫll, Sýr, Valfreyja e Vanadís), questa dea è la figlia di Njörðr e figliastra di Skaði, mezza dea e mezza gigantessa; suo fratello è Freyr, anche lui dio della bellezza e della fecondità. Lo sposo di Frøya è il dio Óðr, da cui ha due figlie, Hnoss e Gørsemi. Tutti loro appartengono alla stirpe divina dei Vanir, in lotta con gli Aesir, l’altra stirpe divina della mitologia norrena di cui fanno parte, tra gli altri, Odino, Thor e Loki; diventeranno alleate durante il Ragnarǫk contro Hel, la dea dei morti. Alla fine della guerra fra le due stirpi, Frøya va a vivere con il fratello fra gli Aesir. Dimora nel palazzo Sessrumnir, che si trova in Folkvang, un campo dove la dea riceve la metà di coloro che sono caduti in battaglia (l’altra metà vanno da Odino a Valhalla), ognuno scelto da lei; ne esce ogni giorno viaggiando su un carro scintillante tirato da due gatti. Frøya vive costantemente delle pene d’amore, poiché il marito Óðr la lascia spesso per intraprendere lunghi viaggi, costringendola a infruttuosi inseguimenti, durante i quali si lascia andare a pianti di lacrime d’oro. Nonostante questo amore disperato e romantico per lo sposo, le canzoni raccontano anche di un appetito sessuale irrefrenabile: il dio Loki la definisce una ninfomane, perché disposta a giacere qualsiasi razza, dei, elfi, giganti e uomini.
A lei è dedicato un giorno sacro, ancora oggi in realtà: il venerdì è il “giorno di Freia”, il Friday inglese e il Freitag tedesco. La Venere norrena ha lo stesso giorno dedicato a quella romana, il venerdì appunto. Curioso!
Tutto questo è presente nella canzone dei Leaves’ Eyes, Frøya’s Theme. È una ballata, di otto minuti circa, in suo onore, dai toni molto epici, che descrivono ed esaltano le sue caratteristiche, come la grandissima bellezza e le lacrime d’oro. La voce di Liv Kristine passa alterna una cantilena quasi sussurrata, una ninnananna, a un canto molto più solenne e lirico, quasi a sottolineare le diverse nature della dea: la dolcezza dell’amore romantico, la sua forza in battaglia e il suo appetito sessuale.
È decisamente una delle mie canzoni preferite in assoluto, e dal 2009 non mi sono mai stancata di ascoltarla, anzi continua a darmi i brividi come la prima volta. Da quando Liv Krisitine ha abbandonato i Leaves’ Eyes, ho perso un po’ di interesse per la loro produzione (ma questo non vuol dire che voi non possiate trovarla di vostro gradimento), ma è sempre un piacere riascoltare i vecchi album e la voce cristallina di Liv.
Buon ascolto!
Rossana Pasian
Se vuoi saperne di più…
- Sito web della band Leaves’ Eyes: www.leaveseyes.de