Quarta pontà – Ij sostantiv

I sostantivi sono il cuore pulsante di una frase: tranne casi particolari, senza un sostantivo un’immagine non può essere tradotta in parole! E, è lapalissiano, questo vale anche per il piemontese. Bando alle ciance: inizia la quarta pontà e parliamo dij sostantiv!

quarta pontà ij sostantiv

Dopo aver imparato gli articoli, ora è la volta dei sostantivi. Ripassino generale di grammatica: cos’è il sostantivo?

È la parte variabile del discorso che indica una persona, un luogo, una cosa o, più in generale, qualsiasi entità animata, inanimata o immaginata. Permettono di indicare tutti gli aspetti della realtà e sono, con i verbi, i pilastri della frase: senza uno dei due elementi non esisterebbe per nulla una frase di senso compiuto.

Possono essere variabili per genere e/o numero, oppure in variabili nel genere e/o nel numero; quelli variabili per genere sono quelli che si riferiscono essere viventi: nomi di animali, di professioni eccetera.

Le regole in piemontese

In lingua piemontese, in generale, sono maschili i sostantivi maschili sono quelli che finiscono in -o ed -e, e spesso quelli terminanti con consonante. Mentre quelli femminile, tendenzialmente, sono quelli che finiscono per -a (non accentata), ma esistono sostantivi femminili con consonante finale, in -e o vocale accentata.

Al contrario dell’italiano, i sostantivi maschili non hanno la forma plurale: per definire il numero si utilizza l’articolo. Invece, i sostantivi femminili formano diversamente il plurale a seconda della lettera finale del singolare: se finisce con consonante, vocale accentata o per -e funziona come il maschile; se la lettera finale è la -a, questa si trasforma in -e al plurale.

Tabella della formazione del femminile – dal Vocabolario piemontese sacociàbil.

Qualche frase…

Riprendiamo la nostra amata versione in piemontese de “Il piccolo principe”, e sottolineiamo i sostantivi.

Ël cit prinsi a l’ha vardà a l’anviron për trové ‘ndoa setesse, ma ‘l pianeta a l’era tut pianta ambarassà da col magnìfich mantel d’ermlin.

Il piccolo principe guardò nei dintorni per trovare dove sedersi, ma il pianeta era tutto completamente ingombrato da quel magnifico mantello d’ermellino.

Ël cit prinsi a l’é rampignasse s’na montagna àuta. Chiel a l’avìa mai vist ëd montagne, gavà ij tre vulcan, ch’a a-j rivavo ai ginoj.

Il piccolo principe si arrampicò su una montagna alta. Non aveva mai visto delle montagne, tranne i tre vulcani, che arrivavano alle ginocchia.

Nella prossima puntata parleremo degli aggettivi!

Rossana Pasian

Se vuoi saperne di più…

  • I libri che utilizzo:
    • Michele Bonavero (a cura di), Vocabolario piemontese sacociàbil, ed. Il Punto – Piemonte in Bancarella, Torino 2014.
    • Antoine de Saint-Exupéry, Ël Cit Prinsi, ed. Il Punto – Piemonte in Bancarella & Gioventura Piemontèisa, Torino 2005, trad. Adriana Chiabrando Le petite prince, ed. Gallimard 1946.
  • Siti di riferimento: